Blogger recognition award

Blogger recognition award: 3 volte grazie per le nomination!

Sono ben 3 le nomination che il blog ha recentemente ricevuto ai Blogger recognition award, un riconoscimento nato sui social con l’obiettivo di promuovere i blog e il lavoro di chi ogni giorno si impegna a diffondere la propria esperienza di vita e le proprie conoscenze scrivendo online.

Chi c’è dietro alle mie tre nomination? Ragazze speciali che come me vivono ogni giorno le gioie e i dolori del blogging, non perdendosi mai d’animo: Sara di Occhi da Viaggio, Chiedilo a Saky e Sandra di Passaportoecolori.

Tutte noi facciamo parte di un gruppo su Facebook, Progetto Blog, ideato dalla poliedrica Agnieska di Combinando.it per dare supporto a chi condivide la propria esperienza di vita e le proprie conoscenze più disparate scrivendo online. Uno spazio in cui la collaborazione e la condivisione è reale e mai interessata, una vera rarità sul web, che mi regala ogni giorno nuovi spunti e stimoli per continuare ad andare avanti. Continua a leggere

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A caccia di orsi in Alaska

Orsi in Alaska: il primo grizzly incontrato nella Katmai Peninsula – foto di Alaska Bear Adventures

Orsi in Alaska, quanti ne hai visti? Questa è la domanda ricorrente degli ultimi giorni, cui rispondo puntualmente con un sorriso a 365 denti e dicendo molti, moltissimi, anche se sinceramente ho perso il conto!

In Alaska vivono tra i 30mila e i 40mila orsi bruni, cui si aggiunge un’altrettanta nutrita popolazione di orsi neri e persino qualche orso polare, e si trovano davvero ovunque, persino nei sobborghi della capitale, Anchorage, anche se il loro habitat abituale sono le foreste pluviali costiere e la tundra del nord.

Orsi in Alaska: ma quanto sono grossi? Ecco, quest’impronta forse rende l’idea! (foto di Alaska Bear Adventures)

Si adattano talmente tanto all’ambiente in cui vivono che la loro dimensione varia a seconda della quantità di cibo che riescono a reperire. Lungo la costa, dove possono cibarsi di salmoni, hanno, ad esempio, grandezze impressionanti: nella remota Katmai Peninsula, che io ho raggiunto grazie agli amici di Alaskan Bear Adventures, un orso in piedi può essere tranquillamente alto tre metri e superare i 500 kg di peso!

I grizzly, che si distinguono dagli altri orsi bruni perché “gobbuti”, sono i predatori terrestri più grandi dell’Alaska. Per quanto possano sembrare goffi, tutti gli orsi in Alaska sono velocissimi (raggiungono anche i 60 km/H!) ed in grado di catturare una preda con estrema agilità.

In presenza di un orso o se si frequentano zone con forti probabilità di incontri con questi mammiferi, è quindi caldamente consigliato muoversi con estrema cautela, senza correre, facendo sempre rumore e seguendo pedissequamente le istruzioni dei ranger e i consigli dei locali.

Il mio primo incontro con gli orsi in Alaska è avvenuto al Denali National Park and Preserve, il più famoso parco dell’Alaska. Immaginatevi la scena: persa a contemplare  l’enorme distesa di terra subartica (grande da sola quanto lo stato del Massachusetts)  dai finestrini del bus navetta che mi ha portato in circa quattro ore all’Eielson Visitor Center, quasi non mi accorgo di una brusca frenata dell’autista, il cui occhio attento aveva individuato ad una quindicina di metri da noi una mamma grizzly di circa 300 kg con due piccoli di un anno perlustrare il terreno circostante alla ricerca di piccoli insetti e bacche di cui sono ghiotti.

Solo pochi giorni dopo è stata la volta di un paio di orsi neri, più piccoli ma per questo non meno “piaciosi”, nel bellissimo Wrangell St-Elias National Park and National Preserve.

Il primo, intento a pescare nel McCarthy River, ha lungamente osservato Cristian prima di scomparire, mentre il secondo ci ha placidamente attraversato la strada mentre eravamo in direzione di Kennicott: uno sguardo veloce e curioso e via, anche lui sparito nella boscaglia con un’agilità impressionante per la sua imponente stazza. Continua a leggere

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Sardegna: una isola di vacanza per tutto l’anno

Sardegna, Ogliastra – foto di Nuovo Consorzio Marittimo Ogliastra

Un viaggio in Sardegna si può organizzare tutto l’anno: l’isola ha infatti un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e soleggiate, temperate dalle brezze del mare. Non a caso sono moltissimi i last minute Sardegna che offrono soluzioni ideali per una vacanza 365 giorni l’anno, non solo all’insegna del mare, ma anche della cultura e delle tradizioni locali.

Sardegna: Le cale e il mare di Ogliastra

La costa orientale di Sardegna è certamente la più famosa perché qui si trova la Costa Smeralda, ma merita senza dubbio una visita anche la parte più a sud, in direzione Cagliari, che offre ottimi spunti agli amanti della natura e del turismo lento.

Ogliastra, in particolare, è davvero un angolo di paradiso dove è possibile ammirare il Tirreno diventare blu profondo e le falesie sovrastare il mare. Qui si trovano alcune delle cale più belle del Mediterraneo tra cui Cala Luna, Cala Sisine, Cala Goloritze, la Spiaggia dei Gabbiani e Cala Mariolu, accessibili con molti percorsi di trekking alla portata di tutti. E conclusa una giornata all’aria aperta, che cosa c’è di più piacevole che gustare un piatto dell’antica tradizione locale, come il maialetto arrosto o i culurgiones di Ogliastra (ravioli ripieni a base di patate, pecorino, cipolle e menta) cucinati alla maniera dei pastori? Continua a leggere

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McCarthy e Kennicott, la last frontier dell’Alaska

Verso McCarthy e Kennicott con gli amici di Wrangell Mountain Air

McCarthy e Kennicott: polvere sottile che ti si annida ovunque, spazi così infiniti e desolati da farti girare la testa e un silenzio assordante, ovvero tutto quanto mi aspettavo di trovare durante il mio avventuroso roadtrip in Alaska di quest’estate.

McCarthy e Kennicott si trovano nel cuore del Wrangell St-Elias National Park and National Preserve, il più grande parco naturale degli Stati Uniti, con un’estensione di circa 53.000 chilometri quadrati composti di aspre montagne (al suo interno si trova la seconda cima più alta della nazione, il Monte Saint Elias, alto 5.489 metri), ampie distese di ghiaccio, laghi e foreste.

Entrambe sono raggiungibili in solo due modi: partendo da Chitina in macchina/moto/bicicletta (per chi mai ne avesse il coraggio) e percorrendo una strada sterrata di circa 150 km che si conclude sul ponte del fiume McCarthy, impedendo l’accesso dei veicoli alle due cittadine, raggiungibili quindi solo con un servizio di navetta a pagamento, oppure con piccoli Cessna, sorvolando in meno di 40 minuti di volo le infinite distese del Wrangell St-Elias NP. Solo un paio di compagnie aeree offrono il brivido di questo viaggio e io non ho avuto dubbi (anche se un po’ di sana paura prima del mio primo volo su un monoelica a 6 posti l’ho avuta, sia chiaro) affidandomi agli amici di Wrangell Mountain Air, specialisti del Wrangell-St. Elias National Park (ai voli associano tour guidati a Kennicott e sul vicino Root Glacier) da oltre 25 anni. Continua a leggere

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