Porta Palazzo: un viaggio nei sapori del mondo

Porta Palazzo. Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/piemonteitaliaeu/" target="_blank">Regione Piemonte</a>, licenza Creative Commons

Porta Palazzo. Foto di Regione Piemonte, licenza Creative Commons

Porta Palazzo è profumo di frutta e verdura, colori vivaci, vociare straniero mescolato agli svariati dialetti italiani, contatto con popoli lontani. A Porta Palazzo vivono, si incontrano e si scontrano l’Europa, l’Africa e l’Asia (Fiorenzo Oliva, da Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie, Stampa Alternativa, 2009).

Questa descrizione riassume in pieno quanto provammo Cristian ed io alla nostra prima spesa nel mercato all’aperto più grande d’Europa, una volta lasciato da parte il proverbiale timore torinese per i “bassi fondi” della città. Porta Palazzo è a Torino un luogo di incontro tra culture diverse, oltre che il posto ideale, con i suoi quasi 1000 banchi mobili di prodotti ortofrutticoli, alimentari, utensili da casa e d’abbigliamento, per trovare tutto ciò che si cerca, cibo di eccellente qualità a prezzi molto convenienti in primis.

Porta Palazzo. Foto di <a href="http://www.wikipedia.org/" target="_blank">Xadhoomx</a>, licenza Creative Commons

Porta Palazzo. Foto di Xadhoomx, licenza Creative Commons

Percorrendo dal centro Via Milano si arriva in Piazza della Repubblica, sede del mercato sin dal 1800, dove ci si imbatte in primo luogo nei banchi del mercato di frutta e verdura, un’esplosione di colori e profumi in grado di rallegrare persino le più uggiose giornate invernali.

I due mercati coperti della carne e dei formaggi, che si trovano proseguendo verso Corso Giulio Cesare sul lato destro e al fondo del mercato di frutta e verdura, sono poi una celebrazione della tradizione culinaria di tutto il mondo. Ci si può realmente trovare di tutto: dal montone macellato secondo l’uso musulmano, alle carni affumicate di tradizione romena o slava, dalla vera soppressa calabrese al pecorino sardo, al formaggio di fossa, alla finocchiona, agli insaccati di cinta senese, ai famosi agnolotti del plin e non solo!

Caratteristica unica da sempre di Porta Palazzo è il mercatino dei contadini, situato dietro la tettoia dell’orologio, al fondo della piazza: poche decine di produttori che arrivano da tutto il Piemonte vendono dal lunedì al sabato merce che viene direttamente dalle loro terre. L’offerta è spesso più limitata rispetto all’altro mercato di frutta e di verdura, ma basta andarci, armati di tanta pazienza, per capire quanto i prodotti presenti in questo mercatino siano ricercati perché offrono la possibilità di riscoprire gusti e fragranze antiche.

I 18 banchi del mercato del pesce, che si trovano in una palazzina recentemente ristrutturata risalendo verso il centro, oltrepassato il mercato dell’abbigliamento, sono un’altra meraviglia per gli occhi e per la gola. Un tripudio di crostacei, polipi di scoglio, gamberoni, cicale, cozze, calamari, uno dei pochi posti in città dove si trovano anche rarità come tordi, saragotti , donzelle e scorfanetti ideali per la zuppa.

La Galleria Umberto I, ex sede dell’ospedale Mauriziano, cui si accede da Via Basilica e Piazza della Repubblica, è il luogo ideale per una pausa caffè tra un acquisto e l’altro a Porta Palazzo: ospita infatti numerosi locali caratteristici negli stessi spazi che in passato erano le corsie dell’ospedale. Poco conosciute sono anche le regie ghiacciaie, cui si accede da Via delle Orfane: quattro piani di cellette collegate da una scala elicoidale, che oggi fungono da deposito per i banchi della frutta e verdura.

Porta Palazzo è tutto questo e molto altro, straordinario connubio tra tradizione, immigrazione italiana ed extracomunitaria e futuro, tappa imprescindibile per chi visita e vuole capire l’anima più autentica di Torino.

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