Stregati da Torino

Torino, Piazza Statuto. Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/micheletedesco/" target="_blank">Michele Tedesco</a>, licenza Creative Commons

Torino, Piazza Statuto. Foto di Michele Tedesco, licenza Creative Commons

Torino è densa di misteri: lo si capisce sin dalla definizione di città “a metà tra lo zolfo e l’incenso”, perchè unica al mondo a far parte sia del triangolo della magia bianca (con Lione e Praga) sia di quello della magia nera (con Londra e San Francisco). Lasciati stregare da Torino, percorrendo con me un itinerario che ti consentirà di cogliere la fitta e misteriosa trama di leggende, miti ed enigmi che la avvolgono.
Luogo nero per eccellenza di Torino, e punto di partenza ideale per la scoperta del lato oscuro del capoluogo piemontese, è piazza Statuto, che sorge su un’antica necropoli romana, fatto che lega storicamente la piazza all’idea della morte. Una leggenda racconta che proprio alla base del monumento commemorativo del traforo del Frejus si trovi la porta degli inferi, il cui punto esatto di accesso si dice sia indicato dalla figura maschile alata, di colore nero, con in capo una stella a cinque punte (simbolo della somma conoscenza per possedere la quale l’uomo, vanaglorioso e inetto, va incontro alla morte) posto in cima al monumento, in cui molti vedono la figura di Lucifero.
Un piccolo obelisco, situato in un giardino adiacente a Piazza Statuto, quasi all’imbocco di Corso Francia, indica il passaggio lungo la città del 45°parallelo e, per gli amanti dell’esoterismo, il punto esatto di congiunzione di Torino con Londra e San Francisco nel triangolo della magia nera.
Anche la vicina Via Garibaldi, una delle mete preferite per lo shopping dai torinesi, presenta lati oscuri. Proprio qui ad inizio del secolo scorso morì Enrichetta Naum, l’unica donna esorcista di Torino. Pare che ancora oggi nello stabile dove trascorse gli ultimi anni della sua vita si sentano strani rumori e che il suo fantasma compaia di tanto in tanto spaventando gli odierni abitanti.
La Chiesa della Misericordia, all’angolo con Via Barbaroux, conserva al suo interno (ad oggi chiuso per ristrutturazione) numerosi strumenti per le esecuzioni capitali. Si dice inoltre che nelle sue cripte siano ammassate molte salme di giustiziati, vittime dei boia di Torino che erano unanimemente riconosciuti come i ‘migliori’ in circolazione per crudeltà ed efferatezza.
L’antica farmacia Tullio Bosio di Via Garibaldi 26 si dice nasconda nella sua facciata ricca di simbologia indicazioni per l’accesso alle 30 grotte alchemiche presenti a Torino, luoghi, come spiega Giuditta Dembech, autrice del famoso libro “Torino città magica”, in cui è possibile compiere la Grande Opera degli Alchimisti, la Trasmutazione della vile materia, ma soprattutto della propria anima.
Al civico 7 dell’adiacente Via delle Orfane una lastra in pietra sul lato sinistro dell’atrio dell’edificio, oggi conosciuto con il nome di Palazzo Falletti di Barolo, ricorda la triste fine di una giovane nobildonna di nome Matilde che nella mattinata del 24 febbraio 1701 si lanciò dalle finestre del primo piano della sua dimora, morendo sul colpo. Si narra che dal lacerante momento della separazione dell’anima dal corpo, lo spirito di Matilde si aggiri irrequieto ripercorrendo ossessivamente il cammino che conduce dall’atrio del palazzo alle sale del piano superiore, alla vana ricerca dei figli e dell’amato marito, dal cui affetto era stata strappata dal padre.
Persino la Sindone, il sacro lenzuolo che secondo la tradizione cristiana avrebbe ricoperto il corpo di Cristo, non è immune da racconti macabri. Nel dicembre del 1972 un uomo si introdusse per ben cinque volte nel Duomo di Torino per compiere riti apparentemente inspiegabili. Giungendo dai tetti, si calava nella Cupola del Guarini, che custodì il sacro lenzuolo sino all’incendio del 1997, con l’intento, pare, di compiere atti di magia nera. Una volta dentro, avrebbe infatti bruciato una tovaglia dell’altare e dato fuoco ad un ritratto di Clotide di Savoia, lasciando a terra un fazzoletto imbevuto di una sostanza non definita. Su Stampa Sera del 31 Dicembre 1972 apparve il titolo “Il maniaco della Sindone preso sul tetto del Duomo”. Si scoprì solo allora che la magia nera non c’entrava niente e che l’uomo era un certo Matteo, un quarantenne senza fissa dimora con disordini mentali. Questa la spiegazione dei suoi gesti che diede agli agenti della questura di Torino: “Quando eravamo in carcere insieme, Gesù Cristo non voleva mai giocare a carte con me. Allora gli ho detto: so dove trovarti, quando esco ti vengo a cercare e ti brucio”.
Giunti in Piazza Castello, dove sorge Palazzo Reale, prima residenza reale dei Savoia, non si può non ricordare quanto questi fossero ossessionati dall’occulto e dalla divinazione. Con il tempo i Savoia si decisero che il 28 portava loro sfortuna: troppi decessi erano infatti avvenuti in Casa Savoia il giorno 28. Che fare per proteggersi? Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, era solito farsi crescere per un anno intero le unghie degli alluci per poi affidarle al suo orafo affinché le incastonasse in oro e diamanti facendone dei talismani che dava in dono alle sue amanti.

Torino, Palazzo Madama.

Si dice infine che oscure presenze infestino anche Palazzo Madama, l’imponente residenza adiacente a Palazzo Reale, sede del senato subalpino e poi italiano sino al 1864. Le leggende parlano in particolare di una figura femminile che appare una volta all’anno, nel salone delle feste, forse proprio la prima Madama Reale, Cristina di Francia. Altre presenze misteriose vennero segnalate all’inizio dell’Ottocento nei sotterranei, dove un tempo c’erano le prigioni e, pare, anche un accesso alle grotte alchemiche.

Ti ho incuriosito? Per ulteriori info sull’altro volto di Torino ascolta l’audio qui sotto:

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