Torino, città della magia bianca

Torino, Gran Madre - foto di <a href="https://www.flickr.com/photos/destino2003/" target="_blank">Diego Fornero</a>, licenza Creative Commons

Torino, Gran Madre – foto di Diego Fornero, licenza Creative Commons

Torino secondo gli appassionati di esoterismo sarebbe uno dei vertici del triangolo della magia bianca, assieme alle città di Praga e Lione, e al tempo stesso parteciperebbe al triangolo della magia nera con Londra e San Francisco.

Che ci crediate o no, Torino è ricca di siti e simboli riconducibili al bianco e al nero (e non sto parlando di fede sportiva).

Uno dei simboli per eccellenza della Torino bianca è la statua della Fede, di fronte al chiesa della Gran Madre, il cui nome, inusuale per un luogo di culto cristiano, evoca una ben più atavica (e “pagana”) Grande Madre, intesa come madre feconda di tutti i viventi. La statua guarderebbe nella direzione dove si trova il Santo Graal e si dice faccia da contraltare alla statua di Lucifero, il portatore di Luce, l’angelo ribelle condannato a precipitare nella materia, posta in cima al monumento ai caduti del Frejus di Piazza Statuto, luogo simbolo della parte nera di Torino.

Torino, Piazzetta Reale foto di <a href="https://www.flickr.com/photos/nuovoric/" target="_blank">Riccardo Serini</a>, licenza Creative Commons

Torino, Piazzetta Reale foto di Riccardo Serini, licenza Creative Commons

Altro sito particolarmente “energetico” pare essere lo spazio tra le statue dei due Dioscuri in Piazzetta Reale. Tra piazzetta Reale e Piazza Castello un tempo si ergeva un muraglione che presentava un estradosso esagonale in cui veniva esposta la Sindone per la venerazione popolare. La sua forza ‘taumaturgica’ (si dice che toccarla procurasse guarigioni o alleviasse ogni tipo di problemi), il suo influsso benefico e l’adorazione della gente avrebbero intriso il luogo di massima carica positiva.

Torino, Piazza Solferino foto di <a href="https://www.flickr.com/photos/doctortac/" target="_blank">Andrea</a>, licenza Creative Commons

Torino, Piazza Solferino foto di Andrea, licenza Creative Commons

La fontana Angelica o delle Quattro Stagioni in piazza Solferino, uno dei salotti di Torino, sarebbe un concentrato di simbologia massonica e un inno alla conoscenza. Opera del 1929, doveva essere impiantata davanti al duomo cittadino ma ciò trovò l’opposizione della chiesa in quanto in essa sarebbero velatamente inserite delle simbologie non gradite. Si dice che la disposizione delle statue sia stata calcolata per formare delle squadrature perfette e che i due personaggi maschili impersonifichino le colonne del tempio massonico. Le statue, viste in un’ottica più filosofica, incarnano soggetti esoterici, allegoria delle quattro età dell’uomo ma anche le quattro fasi della conoscenza.

Infine, hai mai sentito parlare del “Quadrato del Sator”? Sulle mura esterne di una abitazione in via Gioberti 32 se ne trovano ben quattro, che si prestano a varie magiche spiegazioni. Le cinque parole che compongono Sator (che nelle sue forme più antiche e pre-cristiane si presenta con la parola iniziale ROTAS) pare si accompagnino ad un’invocazione cristiana per scongiurare le calamità naturali (REDEMPTOR CHRISTVS REX VENIT IN PACE DEVS HOMO FAC TVS EST, preghiera molto usata contro i terremoti, i tuoni, le saette, e non solo.) Si tratta, insomma, di una sorta di formula magica, un talismano protettivo o esorcistico, oppure un tipo di ex-voto con funzione di ringraziamento per qualche evento miracoloso che possa aver interessato il luogo in cui si trova collocata.

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