Kathmandu, la cerimonia di cremazione a Pashupatinath

Kathmandu: Tempio di Pashupatinath

Kathmandu: Tempio di Pashupatinath

Kathmandu è il tema dell’ultimo post di quest’anno. Niente propositi che non sono in grado di mantenere se non fino alla fine delle feste ma Kathmandu perché solo ora, a oltre tre anni di distanza, posso dire di aver digerito quanto lì ho visto.

Ringrazio Fabiola perchè con il suo post sulla cerimonia della cremazione a Varanasi mi ha fatto tornare in mente quanto ho vissuto nel tempio di Pashupatinath, il più importante tempio induista del Nepal, che si trova, appunto, a Kathmandu, lungo il corso del fiume Bagmati.

Il tempio di Pashupatinath, il più antico tempio induista di Kathmandu, è famoso per le cerimonie di cremazione che vi avvengono giornalmente. Io e Cristian ne abbiamo osservata una dall’altro lato del fiume, insieme a un vecchietto che ci disse che tutte le mattine assisteva ad una cerimonia di cremazione per ricordarsi della fugacità della vita.

Il fortissimo odore di carne bruciata, il crepitio della pira, la pacata e rispettosa rassegnazione dei parenti mi hanno creato un certo turbamento. Dapprima, almeno per me, è prevalso il rifiuto di andare oltre, poi si è fatta sempre più forte l’esigenza di soddisfare la curiosità per un rito così antico e profondo. E così sono rimasta lì, seduta su una scalinata, a vedere quello che stava succedendo sull’altra sponda del fiume.

Kathmandu: la cerimonia al Tempio di Pashupatinath

Kathmandu: la cerimonia al Tempio di Pashupatinath

C’era una barella in legno adornata di fiori. Non capivo se il defunto sopra ad essa fosse uomo o donna. Sono apparsi degli uomini vestiti di bianco e ho intuito che si trattasse dei sacerdoti. I sacerdoti ricoprirono il defunto di fiori e poi spostarono il corpo sul ghat intonando una serie di preghiere che mi hanno ricordato un mantra.

Dopo poco il cadavere venne sollevato dall’altare e trasportato a braccia verso la pira, che, nel frattempo, era stata allestita dagli operatori del tempio.

I sacerdoti effettuarono una serie di giri attorno alla pira che sorreggeva il defunto e poi la salma venne adagiata sui ceppi e cosparsa, secondo tradizione, da sterco di mucca.

Quello che credevo fosse il figlio, o comunque un parente stretto, cosparse il corpo del caro con degli unguenti e, una volta finito, gettò a terra il recipiente che li conteneva. Poi si avvicinò alla pira e la accese in corrispondenza della testa del defunto.

Durante il rogo sentivo recitare preghiere che il nostro compagno di cerimonia ci spiegò essere utili per incoraggiare le varie parti del corpo a riunirsi con gli elementi della natura: la voce con il cielo, gli occhi con il sole, il respiro col vento.

Ecco, questo è il mio augurio per il prossimo anno: che la vostra voce possa raggiungere il cielo, i vostri occhi il sole, il vostro respiro il vento.

 

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2 pensieri su “Kathmandu, la cerimonia di cremazione a Pashupatinath

  1. “che la vostra voce possa raggiungere il cielo, i vostri occhi il sole, il vostro respiro il vento” l’augurio più bello che ho ricevuto per il 2015! Felice di averti ispirata SuperAry! 😀

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