Palestina, il meglio in un giorno

La Palestina è stata la seconda tappa del mio viaggio in Israele. Seguendo il consiglio della omnipresente Lonely Planet, ho prenotato un tour di un giorno con l’agenzia di viaggi interna all’Abraham Hostel di Gerusalemme, sistemazione che consiglio a tutti i viaggiatori backpapers per l’ottima posizione e gli eccellenti servizi.

Il tour denominato Best of West Bank, dal nome con cui gli inglesi definiscono il territorio sulla riva occidentale del fiume Giordano che fa parte, assieme alla Striscia di Gaza, dei “Territori palestinesi” e/o della regione storico-geografica della Palestina, prevede un’intensa giornata alla scoperta di Ramallah, Jericho, la fonte battesimale di Qasr el-Yahud e Betlemme.

Palestina – Ramallah

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Palestina – Ramallah, il mausoleo di Arafat

Fino agli ’70, ovvero sino all’inizio della prima Intifada, Ramallah era considerata ambita meta di villeggiatura. Tutt’oggi è ricca di ristoranti, caffè e negozi ed è anche tendenzialmente una città aperta a culture differenti da quella islamica, grazie anche alla significativa presenza di arabi cristiani. Sede del parlamento palestinese e di vari ministeri, ospita anche il mausoleo che conserva la salma dell’ex leader palestinese Yāsser ʿArafāt.

Palestina – Jericho

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Palestina – Jericho, la salita al Monte delle tentazioni

Jericho è la città più antica al mondo (ricerche dimostrano insediamenti che risalgono persino al 10.000 A.C). e anche quella più bassa, trovandosi a -240 m s.l.m. in una fertile depressione del Mar Morto.

Merita senza dubbio una visita il Monte delle tentazioni e l’annesso monastero di Qurantul, il luogo dove si dice che Gesù abbia resistito alle tentazioni del demonio, che gli chiese di trasformare le pietre in pane per sfamarsi.

Per raggiungere il monastero occorre prendere una funivia e poi risalire una lunga e faticosa scalinata. Ma la vista sulla valle del Giordano e la bellezza del monastero, costruito nel XII secolo, abbarbicato letteralmente su un dirupo, valgono lo sforzo.

Ti consiglio di visitare il sito di mattina presto, il momento ideale per scattare foto e per godersi un minimo di frescura.

Palestina  – La fonte battesimale di Qasr el-Yahud

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Palestina – La fonte battesimale di Qasr el-Yahud , bimba appena battesimata

Molti studiosi pensano che Gesù sia stato battezzato a Qasr al-Yahud (ovvero il castello degli ebrei), poco a sud del famoso ponte di Allenby, il passaggio principale fra le due rive del Giordano.

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Palestina – La fonte battesimale di Qasr el-Yahud , vedi nota dell’autore a fondo pagina.

Il sito ha recentemente riaperto al pubblico dopo 44 anni di chiusura. Qasr al-Yahud era infatti chiuso e abbandonato dalla guerra del 1967. Negli anni successivi alla prima Intifada l’esercito israeliano ha minato la zona e ha costruito una barriera elettrica a occidente del sito, ancora visibible, per impedire infiltrazioni dalla Giordania.

Qasr al-Yahud è particolarmente importante per le Chiese orientali. Alla festa dell’Epifania il luogo è affollato di pellegrini vestiti, come da tradizione, di bianco che partecipano al rito battesimale.

Palestina  – Betlemme

Betlemme è una città moderna, ben lontana dallo stereotipo del paesino di campagna con capanna, bue ed asinello.

La Basilica della Natività, dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2012, richiama ogni anno migliaia e migliaia di turisti. E’ interessante non solo per l’aspetto religioso, qui si dice che sia nato Gesù, ma anche per i magnifici mosaici dell’epoca di Costantino con cui ne è decorato il pavimento (ora ricoperto da una sovrastruttura in legno con botole che consentono in ogni caso la vista dei mosaici) e, più in generale, per la storia che ne permea ogni angolo, trattandosi della più antica chiesa in funzione dall’atto della sua costruzione, iniziata nel 326 d.c.

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Palestina – Betlemme, il muro

Betlemme vale una visita anche perchè attraversata dal muro costruito da Israele lungo tutta la Cisgiordania a partire dalla primavera del 2002 allo scopo d’impedire fisicamente l’intrusione di terroristi nel territorio israeliano.

Nel giugno del 2006, il musicista Roger Waters, in visita in Israele, scrisse sul muro “Tear down the wall”, una frase contenuta nel doppio CD The Wall dei Pink Floyd. A partire dal settembre 2006, il graffitaro iconoclasta Banksy, ha eseguito sul muro molti disegni e stencil di denuncia sociale e di grande impatto emotivo.

Nota sulla seconda immagine della fonte battesimale di Qasr el-Yahud, a cura di Cristian:

E’ opinione di molti artisti che la fotografia non vada spiegata: ognuno deve, in sostanza, darne l’interpretazione che preferisce. Sono da sempre un sostenitore di questa tesi, al massimo un breve titolo (o un canovaccio introduttivo, in caso di una serie) può aiutare nella lettura o dare uno spunto.

Questa foto però, rientra in quei rari casi che necessitano di una brevissima didascalia: a est dell’immagine (destra per chi la guarda) scorre il Giordano, a nord e a sud sono presenti diversi resti di battaglie, terreni considerati sin da tempi immemorabili sacri, ora kilometri di sostanziale nulla. Tutte le parti delimitate da recinzione e da quei cartelli gialli che si vedono appena, descrivono le aree di campi minati ancora attivi e non disinnescati. Camminarci sopra potrebbe verosimilmente farti saltare per aria.

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2 pensieri su “Palestina, il meglio in un giorno

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