Torino in 10 tappe imperdibili

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Torino, vista dal Monte dei Cappuccini

Torino è la mia città e non mi stancherò mai, da brava insider, di raccontarne i tanti misteri. A Torino, ad esempio, soggiornò per un paio di anni Nostradamus, che la definì l’unica città dove “dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio”.

In effetti per gli amanti dell’esoterismo Torino è l’unica città al mondo  “a metà tra lo zolfo e l’incenso”, perché unica a far parte sia del triangolo della magia bianca (con Lione e Praga) sia di quello della magia nera (con Londra e San Francisco).

Luogo per eccellenza della Torino nera è Piazza Statuto, sin da epoca romana legata al tema della morte. Recenti scavi hanno infatti individuato sotto il suo suolo un’immensa necropoli.

Simbolo di Piazza Statuto è il monumento commemorativo del traforo del Frejus, cui è legata una sinistra leggenda. Si dice, infatti, che la figura maschile alata, posto in cima al monumento e in cui molti vedono la figura di Lucifero, indichi il punto esatto di accesso alla porta degli inferi. A confermare l’aura nera di Piazza Statuto, un piccolo obelisco, situato nel giardino adiacente a Piazza Statuto, quasi all’imbocco di Corso Francia, indica il passaggio lungo la città del 45°parallelo e, per gli amanti dell’esoterismo, il punto esatto di congiunzione di Torino con Londra e San Francisco nel triangolo della magia nera.

Se sei un amante dello street food, sappi che a Torino c’è il mercato all’aperto più grande d’Europa: Porta Palazzo (o Porta Pila, come lo chiamiamo noi torinesi), luogo di incontro tra culture diverse, oltre che il posto ideale, con i suoi quasi 1000 banchi mobili di prodotti ortofrutticoli, alimentari, utensili da casa e d’abbigliamento, per trovare tutto ciò che si cerca, cibo di eccellente qualità a prezzi molto convenienti in primis.

Tra un acquisto e l’altro concediti una pausa nella Galleria Umberto I,  cui si accede da Via Basilica e Piazza della Repubblica, che ospita numerosi caffè caratteristici negli spazi che in passato erano le corsie dell’ospedale Mauriziano. Poco conosciute sono anche le regie ghiacciaie, cui si accede da Via delle Orfane, un tempo i “frigoriferi naturali” delle vivande per i Savoia, ora deposito per i banchi di frutta e verdura

A proposito di caffè, Torino è famosa anche per i suoi raffinati caffè storici che, quando era capitale d’Italia, ospitavano salotti letterari e animati dibatti politici. I caffè storici sono quasi tutti concentrati nell’area attorno a Piazza Castello, cuore della città, ad eccezione del Bicerin, che si trova davanti alla chiesa della Consolata. Il Bicerin (letteralmente piccolo bicchiere), prende il nome dalla famosa bevanda calda a base di cioccolato, caffè e crema di latte, che qui è stato servito per la prima volta a fine settecento. Non ti resta che provarlo!

Altro sito particolarmente “energetico” (stavolta in termini di magia bianca) è spazio tra le statue dei due Dioscuri in Piazzetta Reale. Tra piazzetta Reale e Piazza Castello un tempo si ergeva un muraglione su cui veniva esposta la Sindone per la venerazione popolare. La sua forza ‘taumaturgica’, il suo influsso benefico e l’adorazione della gente avrebbero intriso il luogo di una fortissima carica positiva.

Oltre che per l’industria automobilistica Torino è poi famosa per essere stata luogo di nascita del cinema italiano. Qui, infatti, fu ideato il lungometraggio come lo intendiamo oggi, con produzioni come La caduta di Troia del 1911 e Cabiria del 1914. Vale dunque senza dubbio una visita il Museo Nazionale del Cinema, che ha sede all’interno del simbolo per eccellenza di Torino, la Mole Antonelliana.

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Torino, la chiesa della Gran Madre

Per chi ama la movida, non c’è posto migliore di Piazza Vittorio e dei  Murazzi (il cui nome deriva dagli imponenti margini (muri) costruiti nel corso del XIX secolo per preservare il centro cittadino dalle piene del Po), un concentrato di locali notturni che offrono i migliori suoni di tutto il mondo e, parlo con ragion dovuta, anche tra i migliori mojito del nord d’Italia.

Chi invece alla ricerca di tranquillità (e di una vista mozzafiato sulla città) può salire fino al Monte dei Cappuccini e da lì andare alla scoperta della collina torinese, magari dedicando un paio d’ore alla visita di Palazzo della Regina, residenza prediletta di Anna Maria di Orléans, sposa di Vittorio Amedeo II, e sede delle sue, si dice numerose, passioni amorose clandestine.

Infine una nota dark-creepy, giusto per ribadire, se ancora ce ne fosse bisogno, qual è il lato di Torino che prediligo. A Torino visse uno dei più famosi (e discussi) “ricercatori del crimine” dell’Ottocento: Cesare Lombroso. A lui è dedicato un interessante museo di antropologia criminale, che raccoglie preparati anatomici, disegni, fotografie, corpi del reato e realizzazioni artigianali dei prigionieri di carceri e manicomi criminali oltre a quasi mille resti umani.

Nda: questo è il primo articolo che pubblico dopo aver perso Silente. Lo dedico a te, amore mio, che adoravi stare al pc con me. Non ti dimenticherò mai. La tua mamma.

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21 pensieri su “Torino in 10 tappe imperdibili

  1. Che bella l’idea di esplorare Torino tra tappe “bianche” e “nere”! Non ho ancora avuto occasione di visitarla, ma appena potrò porterò con me i tuoi suggerimenti 🙂
    Un abbraccio (ancora più forte, in questo caso particolare)!

  2. adoro Torino, e adoro il modo in cui ce l’hai presentata! E il Museo Lombroso è un must, ci sono stata 2 volte! Un abbraccio enorme e sincero anche a Cristian. Vi voglio bene 🙂

    • Ciao Amisaba, direi la primavera e l’autunno, visto che ora fa molto freddo e d’estate fa piuttosto caldo. Quest’anno con Pasqua ci sarà anche l’ostensione della Sindone. Che faccio, ti aspetto?

      • eheh lavoro nel Turismo e quindi Pasqua è offlimits! Comunque, mi piace l’idea di avere un riferimento per quando mi sarà possibile 🙂

  3. Che bella Torino! Non sapevo del Museo di Antropologia Criminale, devo assolutamente rimediare: mi hai fatto venire voglia di tornarci presto 🙂
    Buona giornata,
    Mae

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