Fuori dalle rotte comuni

Fuori dalle rotte comuni: Palestina, campo minato ai confini con la Giordania

Fuori dalle rotte comuni: Palestina, campo minato ai confini con la Giordania

Fuori dalle rotte comuni: già, che cosa vuol dire quel “viaggiare con stile fuori dalle rotti comuni senza spendere una fortuna” che da pochi giorni campeggia nel nuovo header del blog?

Corre in mio aiuto nel cercare di trovare una spiegazione al nuovo motto del blog, nientepopodimeno che il grande Tony Wheeler, il fondatore di Lonely Planet. Tony sulle destinazioni fuori rotta, quelle che consentono di fare “i viaggi più belli”, ci ha scritto un libro, che io, ovviamente, ho divorato alcuni mesi fa.

Certo, lui nel libro parla di Colombia, Haiti, Israele e Palestina, Nauru, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Repubblica Democratica del Congo e Zimbabwe, otto paesi problematici e difficili, in grado, tuttavia, di “regalare avventure piene di fascino e la consapevolezza di percorrere le strade meno battute del mondo”.

Fuori dalle rotte comuni: Derry, Bogside

Fuori dalle rotte comuni: Derry, Bogside

E’ questo, credo, che accomuna, perdonate l’immodestia, me e Tony, anche se, ovviamente, le mie destinazioni, almeno sinora, sono state decisamente meno avventurose, Israele e Palestina a parte. Mi spiego meglio, o perlomeno ci provo: quanto ci accomuna è il piacere di viaggiare  “oltre la linea d’ombra”, l’esplorare posti con problemi, cercando di capirne le motivazioni più profonde e non lasciandosi condizionare, soprattutto, dall’immagine stereotipata di siti fuori dalle rotte comuni.

Se non volessi viaggiare così, ad esempio, non avrei mai approfondito la difficile questione dell’Irlanda del Nord, che non è solo paesaggi mozzafiato ma anche decenni di terribili lotte per l’indipendenza che hanno mietuto migliaia e migliaia di vittime tra le gente comune.

Non avrei scelto, probabilmente, il Tibet come destinazione del mio viaggio di nozze e non mi sarei ritrovata a piangere quasi ogni sera, ripensando alle atrocità perpetuate contro la popolazione tibetana, monaci buddisti in primis.

Non avrei mai pensato di accettare l’invito di Cristian ad ascoltare una conferenza a Gerusalemme sull’annosa e quanto mai attuale questione israeliani-palestinesi, tenuta da un ex comandante dell’esercito israeliano, nonché Presidente della comunità ebraica italiana in Israele, che alla fine è persino diventato mio amico.

Quindi grazie Tony, grazie per avermi insegnato a viaggiare fuori dalle rotte comuni, grazie per avermi insegnato che “tutti i posti sono meno malvagi di come i mass media vorrebbero farci credere. Le persone restano sempre persone, ed è ancora più piacevole incontrarle quando si viaggia in posti difficili”.

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7 pensieri su “Fuori dalle rotte comuni

  1. Condivido in pieno il modo di viaggiare fuori dalle rotte comuni, un modo per conoscere il “vero” del paese che ci ospita in quel momento.. Inoltre fuori dalle rotte comuni si possono risparmiare diversi soldi anche nelle piccole cose quali il mangiare ed i piccoli acquisti …. 🙂 🙂 🙂

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    • Eh, difficile trovare un paese che abbia ancora un’identità molto definite e specifica…mettiamola così, però: persino la molto turistica Londra può essere vista con occhi diversi 😉 Grazie per essere passata!

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