Saragozza in un week-end

Saragozza – Il teatro romano

Saragozza, capitale dell’Aragona, si trova a metà strada tra Madrid e Barcellona, ma non gode certo della fama delle altre due città spagnole. Perché quindi visitarla? Di motivi, credimi, ce ne sono parecchi, sia che tu sia appassionato di storia, arte, tradizioni e/o cibo. Te ne propongo alcuni.

Saragozza ha oltre 2000 anni di storia.

Questa città, aperta ed ospitale, ha un impressionante patrimonio storico-monumentale, retaggio dei romani, musulmani, ebrei e cristiani, che nei secoli l’hanno colonizzata. Saragozza esiste, infatti, sin dai tempi dei romani ed è l’unica città che ebbe il privilegio di avere il nome completo dell’imperatore Cesare Augusto, che volle fondarla in occasione del suo cinquantesimo compleanno. I musei dell’itinerario di CeasarAugusta, che comprendono resti magnificamente conservati del foro, porto fluviale, terme pubbliche e teatro, consentono di scoprire il centro politico e gli edifici pubblici più emblematici della città romana, che ebbe il suo periodo di massimo splendore nel primo e secondo secolo dopo Cristo, e di rivivere, grazie ad interessanti proiezioni interattive, gli ambienti in cui si sviluppava la vita economica e sociale della colonia. Tutto il percorso, con accesso gratuito tramite la ZaragozaCard, è fattibile in circa due ore ed è particolarmente suggestivo alla sera.
Altro sito denso di storia è il palazzo dell’Aljaferìa, dichiarato patrimonio dell’Unesco nel 2001, senza dubbio uno dei palazzi arabi meglio conservati in Spagna, anche grazie al significativo restauro cui fu sottoposto tra gli anni ’50 e ’90 del secolo scorso. Il Palazzo, nel quale si condensano oltre 10 secoli di storia aragonese, in quanto più volte riutilizzato nel corso dei secoli dai monarchi locali, ha una pianta quadrangolare e presenta torrioni rotondi, eccetto uno di essi, conosciuto come il torrione del Trovador, che ha pianta rettangolare ed è la parte più antica della fortezza e che deve il suo nome a Giuseppe Verdi, che qui ambientò il Trovatore. Al piano terreno è possibile ammirare le stanze dell’originario palazzo islamico, risalente all’XI secolo, le cui decorazioni sono state in seguito riprese nei Reales Alcàzares di Siviglia e nell’Alhambra di Granada. Al secondo piano le sale del palazzo cristiano-medioevale, ornate da splendidi soffitti in legno, che furono di riferimento per lo sviluppo dell’arte mudèjar aragonese.

Saragozza – El Gancho

Saragozza – El Gancho

Il palazzo dell’Aljaferìa si trova a meno di 20 minuti di camminata dal centro storico della città. Approfitta della passeggiata per visitare anche il quartiere de El Gancho, o di San Pablo, di origini medioevali e oggi simbolo dell’integrazione sociale e della multiculturalità che contraddistingue Saragozza.

Simbolo infine dell’epoca contemporanea è la bellissima zona dell’EXPO, che Saragozza ha ospitato nell’estate del 2008. Sono rimasta particolarmente colpita da come la città sia stata in grado di riconvertire sostanzialmente quasi tutte le strutture costruite per l’esposizione ad altro utilizzo, riuscendo nel difficile compito di preservare l’investimento effettuato. Ne è un esempio il Parque del Agua, ancora oggi meta molto amata per attività all’aria aperta con i suoi oltre 120 ettari di estensione, che lo rendono uno dei parchi più grandi di Spagna e uno dei più visitati (oltre 1 milione all’anno).

Saragozza – la passarella Manterola nella zona dell’Expo

Nella zona dell’EXPO è poi possibile ammirare un magnifico esempio di architettura contemporanea: il Puente del Tercer Milenio , una costruzione imponente costituita da un arco controventato che con i suoi 270 m di lunghezza è il ponte più lungo al mondo con questo tipo di struttura. Fai come me e attraversalo con il bus turistico, che con un percorso di circa 70 minuti, raggiunge tutti i principali luoghi di interesse di Zaragozza.

Saragozza ha chiese di incredibile pregio artistico e importanza per i Cristiani

Saragozza – la Basilica del Pilar

Il monumento religioso per eccellenza di Saragozza è la basilica del Pilar (che in italiano significa ‘pilastro’), il più importante santuario Mariano del mondo. Sorto sulla piccola cappella edificata da Santiago (S.Giacomo Maggiore), nel luogo in cui secondo la tradizione la Vergine sarebbe apparsa in ” carne e ossa ” nel 40 d.c., la basilica ha subito nel corso dei secoli diverse trasformazioni stilistiche, passando dallo stile romanico a quello gotico fino all’attuale barocco. Nella parte centrale dell’edificio è racchiusa la Santa Cappella, in cui è conservato il leggendario ‘pilar’, il ‘pilastro’ portato dagli angeli a Saragozza per accogliere l’icona della Madonna. In qualsiasi ora del giorno una fila lunghissima di fedeli attende di trovarsi al cospetto di un ovale, dentro cui si vede un frammento di pietra rosata, un po’consunta, da molti toccato e baciato.
Per quanto la Basilica del Pilar sia il monumento simbolo di Saragozza, la prima cattedrale cristiana della città è la Catedral de El Salvador de la Seo. Eretta sullo stesso spazio che prima occupavano il tempio romano, la chiesa visigota e la moschea, è un valido esempio nel ciborio dell’importanza della tradizione mudejar in Aragona e nella pala dell’altare del gotico europeo.
Una delle testimonianze più preziose dello stile mudejar di Saragozza è infine la chiesa di San Pablo nel cuore de El Gancho, che conserva al suo interno un’imponente pala d’altare in legno dorato e policromo, opera del 1515 dello scultore rinascimentale Damián Forment.

Saragozza ha una cucina in grado di soddisfare qualsiasi palato

La cucina di Saragozza appartiene alla grande tradizione gastronomica della cucina dell’Aragona i cui piatti sono quelli tipici di una zona interna, lontana dal mare, con inverni lunghi e piuttosto rigidi.
Protagonista indiscussa è la carne, in particolare il pollo a la chilindrón condito con prosciutto, pomodoro, paprika e cipolla. Da provare anche los huevos al salmorrejo, un piatto a base di uova, carne e salsicce.
A giudicare dalla quantità di dolci che ho visto, sembra poi che tutti gli aragonesi siano molto golosi! Evidente l’influenza araba nei vari dolci con mandorle, come il torrone, e nelle varie tipologie di frittelle come il Crespillo. Menzione d’onore anche per la frutta ricoperta di cioccolato, che proprio nelle vicinanze di Saragozza, nel Monastero di Pietra, fu utilizzato per la prima volta in Europa come base per dolci.

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