Per te

Per te, che mi fai vedere il mondo
Per te, così umile da non riconoscere il tuo incredibile talento fotografico (e le mille altre doti che hai)
Per te, così divertente ed ironico
Per te, grande rompiscatole, a tratti insopportabile, ma in grado sempre di spronarmi a dare il meglio di me stessa
Per te, così logico, così intelligente da lasciarmi senza fiato
Per te, che sei sempre in grado di farmi ragionare
Per te, così forte anche nelle tue fragilità
Per te, che non ti abbatti mai
Per te, che lotti ogni giorno al mio fianco
Per te, che mi hai fatto capire che cosa vuol dire amare
Per te, che sei l’unica persona che voglio sempre al mio fianco
Per te, che mi hai reso felice

Per te, semplicemente Cristian.

#ildonace, quando l’amore è più forte di tutto

#ildonace ai magazzini GUM di Mosca

#ildonace ai magazzini GUM di Mosca

Questo non è un post SEO friendly, nè fatto per accaparrarsi nuovi like.

E’ un post che parla d’amore, di quanto l’amore possa essere più forte di tutto, anche della morte. Questa è la storia di #ildonace, la storia di una mamma, Lorella, e di un papà, Graziano, straziati dall’atroce perdita del figlio, Lorenzo, il Dona per tutti, uno di quei ragazzi che portava il sole ovunque andasse, con una capacità innata di portare buonumore e sorrisi e tenere unite le persone.

Il suo gruppo di amici “intimi” tutti molto diversi da lui, è composto, mi racconta Lorella, da varie tipologie di ragazzi: quelli  che sono nati con lui qui nel vicinato, con le cui famiglie eravamo amici io e Graziano, e magari già anche Giada, la sorella del Dona, con i fratelli/sorelle maggiori. Quelli che sono andati all’asilo con lui (e poi alle elementari, alle medie ed alle superiori). Quelli del calcio delle varie squadre dove ha giocato, quelli del lavoro. Tutti questi ragazzi, che hanno seguito percorsi di vita diversi (c’è chi è plurilaureato, chi,  invece, fa il cuoco o il macellaio o l’operaio o il paninaro o la commessa) vedevano in Lorenzo un leader, il perfetto collante di una molteplicità d’interessi ed intenti. Continua a leggere

Ricordi di viaggio

Ricordi di viaggio: Tsurphu, Tibet

Ricordi di viaggio: Tsurphu, Tibet

Ricordi di viaggio, una componente essenziale del mio modo di viaggiare: cerco, infatti, di vivere sempre i viaggi, lunghi o brevi che siano, non solo come un momento per visitare luoghi diversi da quelli dove vivo, ma anche, e forse soprattutto, come occasione per incontrare persone, parlare con loro e carpire un po’ della loro cultura, profondamente convinta come sono che attraverso il dialogo e gli incontri  si instaurino i rapporti più belli, quelli capaci di lasciare un segno negli anni.

Così, nei momenti più difficili, spesso mi torna in mente l’incontro con un giovanissimo monaco del monastero di Thurpu, in Tibet, che mi supplicò, io che potevo viaggiare liberamente, di andare in India e di portare al suo maestro, il XVII Karmapa, il suo messaggio di amore e speranza. Sapendo che io e Cristian ci eravamo appena sposati, ci regalò due Khata o Kathak, una sciarpa bianca di seta, uno degli oggetti simbolici del cerimoniale civile e religioso, pubblico e privato del buddismo tibetano, offerta in dono alle divinità, ai Lama, alle coppie di sposi, con un gesto carico di significati simbolici. Continua a leggere

Fuori dalle rotte comuni

Fuori dalle rotte comuni: Palestina, campo minato ai confini con la Giordania

Fuori dalle rotte comuni: Palestina, campo minato ai confini con la Giordania

Fuori dalle rotte comuni: già, che cosa vuol dire quel “viaggiare con stile fuori dalle rotti comuni senza spendere una fortuna” che da pochi giorni campeggia nel nuovo header del blog?

Corre in mio aiuto nel cercare di trovare una spiegazione al nuovo motto del blog, nientepopodimeno che il grande Tony Wheeler, il fondatore di Lonely Planet. Tony sulle destinazioni fuori rotta, quelle che consentono di fare “i viaggi più belli”, ci ha scritto un libro, che io, ovviamente, ho divorato alcuni mesi fa.

Certo, lui nel libro parla di Colombia, Haiti, Israele e Palestina, Nauru, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Repubblica Democratica del Congo e Zimbabwe, otto paesi problematici e difficili, in grado, tuttavia, di “regalare avventure piene di fascino e la consapevolezza di percorrere le strade meno battute del mondo”. Continua a leggere