A caccia di orsi in Alaska

Orsi in Alaska: il primo grizzly incontrato nella Katmai Peninsula – foto di Alaska Bear Adventures

Orsi in Alaska, quanti ne hai visti? Questa è la domanda ricorrente degli ultimi giorni, cui rispondo puntualmente con un sorriso a 365 denti e dicendo molti, moltissimi, anche se sinceramente ho perso il conto!

In Alaska vivono tra i 30mila e i 40mila orsi bruni, cui si aggiunge un’altrettanta nutrita popolazione di orsi neri e persino qualche orso polare, e si trovano davvero ovunque, persino nei sobborghi della capitale, Anchorage, anche se il loro habitat abituale sono le foreste pluviali costiere e la tundra del nord.

Orsi in Alaska: ma quanto sono grossi? Ecco, quest’impronta forse rende l’idea! (foto di Alaska Bear Adventures)

Si adattano talmente tanto all’ambiente in cui vivono che la loro dimensione varia a seconda della quantità di cibo che riescono a reperire. Lungo la costa, dove possono cibarsi di salmoni, hanno, ad esempio, grandezze impressionanti: nella remota Katmai Peninsula, che io ho raggiunto grazie agli amici di Alaskan Bear Adventures, un orso in piedi può essere tranquillamente alto tre metri e superare i 500 kg di peso!

I grizzly, che si distinguono dagli altri orsi bruni perché “gobbuti”, sono i predatori terrestri più grandi dell’Alaska. Per quanto possano sembrare goffi, tutti gli orsi in Alaska sono velocissimi (raggiungono anche i 60 km/H!) ed in grado di catturare una preda con estrema agilità.

In presenza di un orso o se si frequentano zone con forti probabilità di incontri con questi mammiferi, è quindi caldamente consigliato muoversi con estrema cautela, senza correre, facendo sempre rumore e seguendo pedissequamente le istruzioni dei ranger e i consigli dei locali.

Il mio primo incontro con gli orsi in Alaska è avvenuto al Denali National Park and Preserve, il più famoso parco dell’Alaska. Immaginatevi la scena: persa a contemplare  l’enorme distesa di terra subartica (grande da sola quanto lo stato del Massachusetts)  dai finestrini del bus navetta che mi ha portato in circa quattro ore all’Eielson Visitor Center, quasi non mi accorgo di una brusca frenata dell’autista, il cui occhio attento aveva individuato ad una quindicina di metri da noi una mamma grizzly di circa 300 kg con due piccoli di un anno perlustrare il terreno circostante alla ricerca di piccoli insetti e bacche di cui sono ghiotti.

Solo pochi giorni dopo è stata la volta di un paio di orsi neri, più piccoli ma per questo non meno “piaciosi”, nel bellissimo Wrangell St-Elias National Park and National Preserve.

Il primo, intento a pescare nel McCarthy River, ha lungamente osservato Cristian prima di scomparire, mentre il secondo ci ha placidamente attraversato la strada mentre eravamo in direzione di Kennicott: uno sguardo veloce e curioso e via, anche lui sparito nella boscaglia con un’agilità impressionante per la sua imponente stazza. Continua a leggere

McCarthy e Kennicott, la last frontier dell’Alaska

Verso McCarthy e Kennicott con gli amici di Wrangell Mountain Air

McCarthy e Kennicott: polvere sottile che ti si annida ovunque, spazi così infiniti e desolati da farti girare la testa e un silenzio assordante, ovvero tutto quanto mi aspettavo di trovare durante il mio avventuroso roadtrip in Alaska di quest’estate.

McCarthy e Kennicott si trovano nel cuore del Wrangell St-Elias National Park and National Preserve, il più grande parco naturale degli Stati Uniti, con un’estensione di circa 53.000 chilometri quadrati composti di aspre montagne (al suo interno si trova la seconda cima più alta della nazione, il Monte Saint Elias, alto 5.489 metri), ampie distese di ghiaccio, laghi e foreste.

Entrambe sono raggiungibili in solo due modi: partendo da Chitina in macchina/moto/bicicletta (per chi mai ne avesse il coraggio) e percorrendo una strada sterrata di circa 150 km che si conclude sul ponte del fiume McCarthy, impedendo l’accesso dei veicoli alle due cittadine, raggiungibili quindi solo con un servizio di navetta a pagamento, oppure con piccoli Cessna, sorvolando in meno di 40 minuti di volo le infinite distese del Wrangell St-Elias NP. Solo un paio di compagnie aeree offrono il brivido di questo viaggio e io non ho avuto dubbi (anche se un po’ di sana paura prima del mio primo volo su un monoelica a 6 posti l’ho avuta, sia chiaro) affidandomi agli amici di Wrangell Mountain Air, specialisti del Wrangell-St. Elias National Park (ai voli associano tour guidati a Kennicott e sul vicino Root Glacier) da oltre 25 anni. Continua a leggere

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te: l'itinerarioOrganizzare un viaggio in Alaska fai da te: l'itinerario

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te: l’itinerario

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te è un sogno che Cristian ed io abbiamo coltivato da tempo e per il quale abbiamo studiato a lungo a tavolino, perché, perdonatemi l’immodestia, non è davvero per tutti.

L’Alaska è la terra degli orsi grizzly, che noi avremo la possibilità di ammirare nel loro habitat naturale al Katmai National Park, delle corse all’oro, della cittadina con un gatto come sindaco, la deliziosa Talkeetna, della natura incontaminata, che noi avremo la fortuna di ammirare anche dai finestrini di un cessna che ci porterà in uno dei parchi meno conosciuti e visitati dell’Alaska, il Wrangell-St. Elias.

Ecco un paio di spunti che spero siano utili a chiunque voglia fare un viaggio nella Last Frontier organizzandolo in autonomia. Organizzare un viaggio in Alaska fai da te richiede molto tempo e non è di certo low cost ma è innegabile il risparmio che si può ottenere rispetto alle offerte di qualsiasi agenzia (e, credetemi, ne abbiamo interpellate parecchio).

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te  – Step 1: acquistare il biglietto aereo

L’unico aeroporto internazionale (o degno di essere considerato tale) in Alaska è il “Ted Stevens Anchorage International Airport”, ad Anchorage, la capitale dello stato. Occorre monitorare settimanalmente le offerte delle principali compagnie aeree per non lasciarsi sfuggire quella più conveniente in termini di scali e prezzo. Non esistono, infatti, voli diretti dall’Italia: la maggior parte dei voli provenienti dall’Italia effettuano uno o più scali a Seattle, Los Angeles, Detroit o Vancouver. Noi a gennaio (si, occorre anche partire con largo anticipo con la ricerca) abbiamo trovato un’ottima offerta di Condor con un unico scalo in andata a Francoforte e due scali al rientro (Seattle e Francoforte). Continua a leggere

Ginevra, che cosa vedere nel centro storico

Ginevra, conosciuta anche come “la città della pace” in quanto ospita la sede europea dell’ONU, la sede principale della Croce rossa e ben 153 organizzazioni non governative, è senza dubbio la città più internazionale della Svizzera. L’influsso multiculturale è infatti percepibile ovunque, sia semplicemente facendo shopping nel delizioso centro storico sia passeggiando lungo il suo elegante lungo lago.

A me è bastata una giornata per essere conquistata da Ginevra. Ho amato i suoi monumenti che ricordano come qui nacque la Riforma Calvinista, come l’imponente cattedrale di Saint Pierre, i suoi parchi, come l’elegante giardino inglese con l’Horloge Fleuri, l’orologio di fiori simbolo dell’industria orologiera ginevrina, e il Jet d’Eau, la fontana simbolo indiscusso della città di Ginevra che proietta il suo spruzzo d’acqua fino a un’altezza di 140 metri e ad una velocità di 200 km/h., il suo pittoresco centro storico (Vieille-Ville), sulla riva sinistra del lago, e un museo particolare, la Maison Tavel. Continua a leggere