Organizzare un viaggio in Alaska fai da te

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te: l'itinerarioOrganizzare un viaggio in Alaska fai da te: l'itinerario

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te: l’itinerario

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te è un sogno che Cristian ed io abbiamo coltivato da tempo e per il quale abbiamo studiato a lungo a tavolino, perché, perdonatemi l’immodestia, non è davvero per tutti.

L’Alaska è la terra degli orsi grizzly, che noi avremo la possibilità di ammirare nel loro habitat naturale al Katmai National Park, delle corse all’oro, della cittadina con un gatto come sindaco, la deliziosa Talkeetna, della natura incontaminata, che noi avremo la fortuna di ammirare anche dai finestrini di un cessna che ci porterà in uno dei parchi meno conosciuti e visitati dell’Alaska, il Wrangell-St. Elias.

Ecco un paio di spunti che spero siano utili a chiunque voglia fare un viaggio nella Last Frontier organizzandolo in autonomia. Organizzare un viaggio in Alaska fai da te richiede molto tempo e non è di certo low cost ma è innegabile il risparmio che si può ottenere rispetto alle offerte di qualsiasi agenzia (e, credetemi, ne abbiamo interpellate parecchio).

Organizzare un viaggio in Alaska fai da te  – Step 1: acquistare il biglietto aereo

L’unico aeroporto internazionale (o degno di essere considerato tale) in Alaska è il “Ted Stevens Anchorage International Airport”, ad Anchorage, la capitale dello stato. Occorre monitorare settimanalmente le offerte delle principali compagnie aeree per non lasciarsi sfuggire quella più conveniente in termini di scali e prezzo. Non esistono, infatti, voli diretti dall’Italia: la maggior parte dei voli provenienti dall’Italia effettuano uno o più scali a Seattle, Los Angeles, Detroit o Vancouver. Noi a gennaio (si, occorre anche partire con largo anticipo con la ricerca) abbiamo trovato un’ottima offerta di Condor con un unico scalo in andata a Francoforte e due scali al rientro (Seattle e Francoforte). Continua a leggere

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David LaChapelle a Venezia: la serie New World in anteprima mondiale

Nativity - David LaChapelle

Nativity – David LaChapelle a Venezia con New World

David LaChapelle a Venezia, l’artista di cui ho già visitato una mostra a Roma alcuni anni fa, ha scelto quest’anno la laguna veneta per riportare in Italia i suoi scatti onirici ed irriverenti  con New World,  una grande antologica ospitata alla Casa dei Tre Oci dal 12 aprile al 10 settembre 2017.

La mostra, che ripercorre la carriera di David Lachapelle attraverso oltre 100 fotografie, dagli anni ’90 alle produzioni più recenti, dal bianco e nero al colore, è anche l’occasione per presentare al pubblico 18 opere, realizzate negli ultimi 4 anni che segnano per l’ex enfant prodige  il ritorno alla figura umana e che ruotano attorno a temi come il paradiso e le rappresentazioni della gioia, della natura, dell’anima. Continua a leggere

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Visita al Centro Riabilitazione Rapaci di Vicenza

Alberto Fagan del Centro Riabilitazione Rapaci e il suo bellissimo falco

Oggi voglio raccontarvi la storia di un uomo incredibile, Alberto Fagan, e del suo amore incondizionato per i rapaci.

Ho conosciuto Alberto un paio di anni fa durante un lungo week-end nel vicentino ed è stato subito amore a prima vista: mai prima di allora avevo avuto la fortuna di incontrare un uomo capace di instaurare un rapporto così speciale con gli animali, fatto di mille attenzioni, cure e di un fortissimo senso di rispetto reciproco.

Io e il Condor delle Ande del Centro Riabilitazione Rapaci di Vicenza

Ho ancora negli occhi l’immagine del bellissimo falco che volteggiava felice sopra le nostre teste stupite e se chiudo gli occhi mi pare ancora di sentire gli artigli del magnifico condor delle Ande, che Alberto mi diede sul braccio, vincendo in un attimo la mia iniziale titubanza.

Alberto gestisce il CRR, Centro Riabilitazione Rapaci di Vicenza, uno speciale ricovero per uccelli rapaci, istituito alcuni anni fa all’Amministrazione Provinciale di Vicenza ed affidato in gestione al Fondo Mondiale per la Natura WWF Veneto.

Nel Centro Riabilitazione Rapaci di Vicenza, immerso in un paesaggio fiabesco presso il Lago di Fimon, nei pressi del comune di Arcugnano, Alberto si occupa di recuperare alla vita selvatica i rapaci rinvenuti feriti, debilitati o illegalmente detenuti. Con pazienza e dedizione si occupa dell’alimentazione dei rapaci e costruisce per loro ampie voliere, per rinforzare la muscolatura alare durante il periodo di riabilitazione. Poi, a primavera, quando i rapaci hanno maggiori possibilità di procurarsi autonomamente il cibo, li accompagna nel delicato processo di reinserimento nella natura.

Sono oltre 150 all’anno i rapaci curati dal Centro Riabilitazione Rapaci di Vicenza, tra cui molti rapaci notturni trovati deperiti o feriti.

Una bellissima aquila del Centro Riabilitazione Rapaci

Che cosa fare, quindi, se si trova un rapace ferito? Occorre chiamare il Centro di Recupero Rapaci più vicino. Qui trovi una lista aggiornata.

Per quanto Alberto abbia il rimpianto di non aver potuto riabilitare alla vita selvatica tutti i suoi ospiti, occorre dargli il merito di aver riportato in natura molti animali che, al di là del loro indiscutibile fascino, costituiscono una importante maglia della rete alimentare che lega le specie viventi.

Molto importante è inoltre l’attività di studio e ricerca sulle modalità di riabilitazione dei rapaci sia dal punto di vista veterinario sia da quello del recupero al volo e alla caccia condotta dal Centro Riabilitazione Rapaci di Vicenza con il supporto di veterinari. Presso il centro è stato effettuato, ad esempio, il primo trapianto in Italia di cornea su un’aquila reale che aveva perso la funzionalità di un occhio.

Se ora, come spero, non vedi l’ora di conoscere di persona Alberto e i suoi bellissimi rapaci, sappi che da marzo a settembre è possibile effettuare visite guidate al Centro Riabilitazione Rapaci di Vicenza, da prenotare il WWF di Vicenza o presso l’Amministrazione Provinciale di Vicenza.

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Ginevra, che cosa vedere nel centro storico

Ginevra, conosciuta anche come “la città della pace” in quanto ospita la sede europea dell’ONU, la sede principale della Croce rossa e ben 153 organizzazioni non governative, è senza dubbio la città più internazionale della Svizzera. L’influsso multiculturale è infatti percepibile ovunque, sia semplicemente facendo shopping nel delizioso centro storico sia passeggiando lungo il suo elegante lungo lago.

A me è bastata una giornata per essere conquistata da Ginevra. Ho amato i suoi monumenti che ricordano come qui nacque la Riforma Calvinista, come l’imponente cattedrale di Saint Pierre, i suoi parchi, come l’elegante giardino inglese con l’Horloge Fleuri, l’orologio di fiori simbolo dell’industria orologiera ginevrina, e il Jet d’Eau, la fontana simbolo indiscusso della città di Ginevra che proietta il suo spruzzo d’acqua fino a un’altezza di 140 metri e ad una velocità di 200 km/h., il suo pittoresco centro storico (Vieille-Ville), sulla riva sinistra del lago, e un museo particolare, la Maison Tavel. Continua a leggere

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