Spiagge insolite in Italia e all’estero

Spiagge, delle top 25 nel mondo secondo Traveller’s Choice 2015, confesso, non ne ho vista nemmeno una. E nemmeno ne ho viste tante delle 50 spiagge più belle d’Italia sapientemente mappate dagli amici di Trippando.

Già perché io con il mare, o meglio con le spiagge, ho un rapporto conflittuale da sempre.

Spiagge, Sicilia 1978

Spiagge, Sicilia 1978

Già a due anni a paletta e secchiello preferivo i Topolino e se proprio ero costretta a stare in spiaggia l’unico divertimento era torturare i miei genitori con le richieste più improbabili o mio cugino, già aspirante ingegnere, distruggendogli le sue creazioni di sabbia.

Spiagge, Negril (Jamaica) 2005

Spiagge, Negril (Jamaica) 1995

Crescendo le cose non sono andate molto meglio: per carità, qualche fugace periodo al mare l’ho fatto ma, come dire, sono sempre stata attratta più dalle altre bellezze locali che dalle spiagge… Continua a leggere

Inishowen, una cartolina dall’Irlanda più selvaggia

Inishowen, un gregge nei pressi del castello di Carrickabraghey

L’ Inishowen è uno degli angoli più sperduti e suggestivi d’Irlanda.

Se sei alla ricerca di scogliere maestose, distese di brughiere spazzate da un vento insistente, piccole baie di acque placide (i famosi lough irlandesi) protette dalla furia dell’Atlantico e di spiagge splendide (anche se ovviamente poco praticabili, se non per una passeggiata), questo è l’angolo d’Irlanda che fa per te.

L’ Inishowen è una terra solitaria ed austera, come del resto i suoi pochi abitanti: sull’isola di Doagh, uno degli angoli più suggestivi dell’Inishowen, a circa un’ora di macchina da Letterkenny, vive tuttora come ai tempi della Grande Carestia del 1840, pressoché isolata dal resto del mondo, una piccola comunità di famiglie, che è possibile incontrare visitando il Doagh Famine Village, un museo a cielo aperto, una rappresentazione vivente dei 150 anni più tristi della storia dell’Irlanda, dal tempo della Grande Carestia agli anni Novanta dello scorso secolo.

Da non perdere in zona anche una visita alle suggestive rovine del castello di Carrickabraghey, risalente al XVI secolo e affacciato sulla magnifica Trawbreaga Bay, uno dei quattro castelli del clan degli O’Doherty di cui rimane traccia sulla penisola di Inishowen.

Game of Thrones: le principali location in Irlanda

The Dark Hedges, Irlanda del Nord

The Dark Hedges, Irlanda del Nord

Game of Thrones in Irlanda del Nord  non è solo una serie tv di culto. È il luogo in cui Ned, Tyrion, Catelyn, Lord Tywin e Re Robert attraversano sentieri impervi, scalano alte montagne e creano storie cruente e passionali in un mondo fantastico ma anche reale. Sono infatti proprio i paesaggi dell’Irlanda del Nord a far sì che molte delle scene clou di Game of Thrones trasmettano allo spettatore l’idea di un “vissuto reale”.

A parte i paesaggi particolarmente fantasy, c’è un buon motivo per il quale l’Irlanda del Nord è stata scelta dagli scopritori di location di Game of Thrones: castelli più o meno diroccati sono ovunque, facile sentirsi catapultati nella mitica terra di Westeros!

Persino in città troverai tracce di Game of Thrones: Belfast, oltre al Titanic Belfast,  ospita anche i Titanic Studios, purtroppo non aperti al pubblico, in cui sono girate molte delle scene in interni: la sala del trono nell’Approdo del Re (casa del Trono di Ferro), il Tempio di Baelor e gli interni del Delta delle Acque e delle Torri Gemelle.

Proseguendo lungo la Causeway Coast, uno degli itinerari costieri più affascinanti di tutta l’Europa, che collega Dublino a Belfast e Derry, nella contea di Antrim, a circa 7 miglia a nord-est di Coleraine e cinque miglia a ovest di Ballycastle, si trova il delizioso villaggio di pescatori di Ballintoy Harbour, splendido esempio della vita rurale irlandese, trasformato sul set di Game of Thrones nelle aspre Isole di Ferro per la scena del ritorno a casa di Theon. Merita una visita anche la vicina spiaggia, utilizzata per ritrarre Roccia del Drago. Continua a leggere

Irlanda in tavola

Irlanda in tavola: Guinness Storehouse

Irlanda in tavola: Guinness Storehouse

Irlanda in tavola: le mie considerazioni dopo ventiquattro pasti, escluse le colazioni, nell’isola verde.

Inizio sfatando due miti: in Irlanda non si mangia male e no, non è cara! Esiste infatti, come nella vicina Inghilterra, un’interessante versione del pasto low cost, che in tempi di crisi potrebbe tornare utile a molti ristoratori anche qui in Italia. L’early supper, ossia come sfruttare un’usanza tutta anglosassone di mangiare alle 18.00, spendendo poco. La quasi totalità dei locali (stellati inclusi) offrono un menù a cena (se consumata entro le 19.00) con due o tre portate ad un prezzo convenzionato molto basso (si va dai 16 euro ai 30 per i ristoranti più lussuosi).

Irlanda in tavola: le colazioni

L’irish breakfast è quanto di meglio per iniziare alla grande la giornata: composta da uova strapazzate o rivoltate, bacon (quello irlandese è famosissimo e molto gustoso), pomodori, funghi, fagioli tiepidi o freddi in salsa di pomodoro, salsicce e l’immancabile pudding, il tutto accompagnato dal buonissimo soda bread, ossia pane senza lievito, il cui processo di lievitazione avviene grazie alla soda, che mescolata all’acido sprigionato dal latte permette una maturazione molto veloce del pane.

Irlanda in tavola: le zuppe

Di pesce, agnello, verdure con orzo e pancetta sono sempre molto gustose e ricche, tanto che in alcuni locali vengono servite come piatto unico, accompagnate da mezzo sandwich o da un panino. Per assaggiarne una memorabile, il ristorante che ti consiglio è The Blueberry Tea Room (Castle Street, Donegal, Irlanda).

Irlanda in tavola: le carni

Troverai innumerevoli ristoranti in tutta l’Irlanda del Nord e nell’EIRE in grado di soddisfare anche i carnivori più voraci.  Molto famoso ed apprezzato anche dai locali è il manzo irlandese, normalmente cucinato come steak, spiced beef oppure come hamburger. Dove assaggiarlo? Al 55 Degrees North (1 Causeway St., Portrush BT56 8AB , Irlanda del nord). Mi raccomando, la prenotazione è d’obbligo: a cena d’estate un tavolo libero è quasi impossibile da trovare!

Anche l’agnello e il maiale stufati, in spezzatino con patate e cipolle o alla brace, sempre accompagnati da ottime verdure di stagione e da patate, sono molto apprezzati. Il migliore maiale, cotto nella birra scura, l’ho provato al The Point Bar (Magillligan Point, Magilligan, Limavady BT49 0LP, Irlanda del nord). Continua a leggere