ViadellaFucina16: il condominio-museo nel cuore di Torino

ViadellaFucina16, l’androne del condominio-museo – Foto di Kaninchen-Haus

Al comune passante sembrerà solo un condominio di fine Ottocento, un posto come tanti altri in città che ospitano persone di nazionalità, storie e provenienze diverse. Eppure ViadellaFucina16, nel quartiere di Porta Palazzo a Torino, è un posto come nessun altro.

Un condominio, certo, ma anche un museo. Poi cos’altro?

Visto da fuori è un palazzo storico della zona che ospita circa duecento persone. Lunghi ballatoi e uno scalone centrale in cui si propaga l’odore del cibo appena cotto, praticamente di ogni etnia, praticamente a ogni ora. Giorno e notte risuonano le voci dei bambini che giocano o strillano in tutto il palazzo. Appena varcata la soglia, si comincia a realizzare davvero che in ViadellaFucina16 si sta sperimentando qualcosa di nuovo ed unico.

Qualcosa che viene percepito anche dai condomini di ViadellaFucina16, coinvolti attivamente sin dalle fasi embrionali del progetto, dalla pulizia degli spazi comuni alle elezioni artistiche “condo-museali”. Queste hanno portato a individuare circa venti  artisti dei 400 candidati iniziali, che saranno accolti a fare parte integrante della comunità del palazzo.

Nato da un’idea dell’artista Brice Coniglio e curato dall’associazione culturale Kaninchen-Haus, ViadellaFucina16 porterà alla realizzazione di una serie di residenze artistiche all’interno dello stabile situato nella via da cui prende il nome, aprendo di fatto lo stabile all’intera città come condominio-museo visitabile.

Un semplice condominio, quindi, diventa ora un luogo di interesse collettivo rimettendo in discussione il confronto tra pubblico e privato, aprendosi all’arte e ai suoi spettatori per promuovere un nuovo modello di condivisione, di scambio e di apertura alla differenza. Continua a leggere

Invadiamo i rifugi antiarei di Villar Perosa!

Villar Perosa, sonnacchioso paese della bassa Val Chisone, alle porte di Torino, è il classico esempio di quante sorprese possa riservare un pezzo di mondo a due passi da casa.

DSCF4180

Villar Perosa, case del villaggio operaio Giovanni Agnelli.

Qui si trova uno dei meglio conservati esempi di villaggio operaio, edificato a partire dai primi anni del secolo scorso dal Senatore Agnelli (il papà dell’Avvocato, per intenderci) che proprio a Villar Perosa con il socio Roberto Incerti fondò nel 1905 la RIV, ovvero la Roberto Incerti & C. Villar Perosa, oggi incorporata nell’azienda metalmeccanica svedese SKF.

In contemporanea alla costruzione dello stabilimento venne edificato il primo nucleo di abitazioni riservate agli operai, le case operaie a “casermone” ovvero a pianta rettangolare, con ballatoio e latrine esterne, orto privato e lavatoio comune (oggi purtroppo distrutte) e le case operaie del villaggio “Giovanni Agnelli”, a pianta quadrata con 2 piani fuori terra, bifamigliari o a quattro alloggi. Continua a leggere

I tesori nascosti di Torino Porta Nuova

Porta Nuova - Sala Gonin

Porta Nuova – Sala Gonin

La stazione di Porta Nuova conserva tesori di notevole valore storico-artistico, poco conosciuti persino ai torinesi, abituati da oltre 150 anni a varcarne la soglia per i propri spostamenti ferroviari.

Non molti sanno ad esempio che sul lato di Via Nizza esiste tuttora una sala ottocentesca, la sala reale o sala Gonin, pensata nel 1861 da Alessandro Mazzucchetti, il progettista di Porta Nuova, come spazio ideale (vista la vicinanza ai binari che all’epoca erano situati nell’area ora occupata da Corso Vittorio Emanuele II) per l’attesa dei viaggiatori di prima classe e dei membri della famiglia reale.

Porta Nuova - Sala Gonin

Porta Nuova – Sala Gonin

Decorata nel 1864 su incarico dei Savoia da Francesco Gonin, uno degli artisti preferiti dal Casato, presenta sui lati un ciclo di pitture raffiguranti personaggi mitologici che rappresentano gli elementi della Natura e sugli angoli quattro continenti (Europa, Asia, Africa e Americhe), raffigurati da carte geografiche sorrette da putti. Ogni particolare della sala, compreso il soffitto, è realizzato con la tecnica del “trompe l’oeil” e tutti i dipinti sono incorniciati da preziosi fregi in chiaroscuro, ornati da festoni di frutta e putti realizzati da Pasquale Orsi, autore anche dei mobili intarsiati che ancora oggi arredano l’ambiente. La sala è aperta al pubblico solo in occasione di eventi particolari (come le prossime giornate di primavera del FAI) ma contattando Grandi Stazioni è possibile prenotare una visita. Continua a leggere

Mercato Metropolitano riparte da Torino

La scritta Mercato Metropolitano sul frontone della vecchia stazione di Porta Susa

La scritta Mercato Metropolitano che capeggia sul frontone della vecchia stazione di Torino Porta Susa

Mercato Metropolitano: che cosa si nasconde dietro questa grossa scritta che da poco più di un mese capeggia sul frontone della vecchia stazione di Torino Porta Susa? La realizzazione dell’idea semplice ma al contempo geniale del giovane imprenditore Andrea Rasca, già reduce del successo dell’iniziativa omonima alla stazione di Porta Genova di Milano: riqualificare nel pieno rispetto dell’architettura originaria un’area urbana dismessa creando uno spazio conviviale di 2.500 metri quadrati che include un food market con prodotti tipici del territorio e 15 “botteghe del gusto” (destinate presto ad aumentare con l’imminente ristrutturazione di un’ulteriore spazio) . Continua a leggere