Kyoto: giovani ragazze in kimono al Kiyomizudera

Kyoto è una città in sospeso tra antichità e modernità ma, a differenza di Tokyo, qui a prevalere è la tradizione: è stata per oltre un millennio la capitale del Giappone, fu quasi del tutto risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e mantiene intatto un numero così elevato di siti di interesse storico da essere conosciuta anche come “la città dei mille templi”.

Kyoto è raggiungibile in 2.5 ore di shinkansen da Tokyo e si visita tranquillamente in 3 giorni, in cui è possibile comprendere un’escursione alla vicina Nara. Avendo a disposizione meno tempo, è possibile concentrarsi su una determinata zona della città,  munendosi di un abbonamento ai bus locali per agevolare gli spostamenti (spesso lunghi).

Tempio Kiyomizu-dera. Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/alaw168/" target="_blank">Not Quite a Photographr</a>, licenza Creative Commons

Kyoto: tempio Kiyomizu-dera. Foto di Not Quite a Photographr, licenza Creative Commons

Restando a Kyoto poco più di un giorno, io ne ho iniziato l’esplorazione dalla zona est, chiamata “Higashiyama”, dove sorge il tempio di Kiyomizudera, dal 1994 patrimonio dell’UNESCO e nel 2007 nominato tra i monumenti da inserire tra le nuove sette meraviglie del mondo. Il Kiyomizudera è adagiato su una ripida collina e ci si accede con una stretta strada costeggiata da negozi di souvenir, ristoranti e ryokan. La sala principale del tempio è dedicata alla dea buddista della compassione ed è munita di una grande veranda, sostenuta da 139 alti pilastri posti a strapiombo sul fianco della collina, da cui si gode di una vista spettacolare su Kyoto e sulla folta vegetazione sottostante che prende diverse suggestive sfumature di colore a seconda della stagione.

Sotto alla sala principale si trova la cascata Otowa, che confluisce in un coreografico stagno attraverso tre canali d’acqua che, si dice, abbiano il potere di esaudire i desideri di salute, longevità e saggezza di chi ci si abbevera. La tradizione vuole che si possa bere, però, solo da da due dei tre canali, perchè essere troppo avidi e bere da tutti pare porti sfortuna.

Gion

Kyoto: pagoda a Gion

Un’altra delle mete da suggerire nella zona est di Kyoto è senza dubbio Gion, il quartiere delle geishe. Sebbene il numero delle geishe in circolazione si sia notevolmente ridotto, il quartiere conserva un fascino particolare, soprattutto di sera, grazie alla presenza di case giapponesi in vecchio stile, alcune delle quali sono tuttora “case da tè” ovvero i tradizionali luoghi di incontro tra le geishe e gli uomini di affari, dove si servono, a prezzi piuttosto elevati, cocktail e si svolgono performances musicali, canti, balli e giochi.

Tempio Kinkaku-ji

Kyoto: tempio Kinkaku-ji

Nella zona nord di Kyoto merita assolutamente una visita il Kinkakuji, un tempio buddista meta ogni anno di un gran numero di visitatori per il suo bellissimo giardino, in cui ogni singolo elemento rientra in un’armonia compositiva unica e al cui centro spicca una pagoda di tre piani totalmente ricoperta in foglie d’oro, che crea a seconda della luce del sole incantevoli riflessi sullo stagno adiacente.

Nella zona centrale di Kyoto, oltre al Castello Nijo e al Palazzo Imperiale, due immense fortificazioni storiche in cui per lo scarso tempo a disposizione non sono riuscita ad entrare, vale una visita, se non altro per ammirarne l’architettura ultra moderna, la stazione di Kyoto, un enorme complesso di 15 piani prevalentemente in acciaio, vetro e calcestruzzo armato, che dall’ultimo piano offre una vista mozzafiato sulla città.