Shakespeare. Foto di <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Ozeye" target="_blank">Ozeye</a>, licenza Creative Commons

Il busto di Shakespeare nella camera in cui nacque. Foto di Ozeye, licenza Creative Commons

Nonostante in Italia non si sia ancora del tutto spento il dibattito che vorrebbe William Shakesperare nato a Messina con il nome di Michelangelo Florio e scappato in Inghilterra per sfuggire all’Inquisizione, dove avrebbe preso nome e cognome della madre (Guglielmina Crollalanza) trasformandolo nella traduzione letterale inglese, Stratford-upon-Avon, è conosciuta in tutto il mondo per essere la città natale di William Shakespeare.  

La cittadina, lo dice il nome stesso, si trova sul fiume Avon, nel cuore delle Midlands Occidentali, nel Regno Unito. Il viaggio di circa un’ora e mezza per arrivarci da Londra, a cui è collegata da un comodo treno che parte sette volte al giorno dalla stazione di Marylebone, è molto piacevole: tutto un susseguirsi di paesaggi tipici della campagna inglese, che io ho avuto la fortuna di vedere imbiancata da una straordinaria nevicata primaverile.

Sulla High street oltre alla casa di Shakespeare, dove con un interessante tour guidato da volontari preparatissimi è possibile visitare anche la camera da letto in cui si suppone sia nato il grande scrittore, sono degni di nota per la bellezza degli arredi originali dell’epoca altri due edifici, la Hall’s Croft, casa della figlia Susanna, e New Place, costruito su un precedente edificio appartenente a Shakespeare stesso.

Vicino alla via principale ci sono altre due altre proprietà associate a Shakespeare: l’Anne Hathaway’s Cottage, la prima casa della moglie del drammaturgo, e la Mary Arden’s House, prima casa della madre. Tutte le residenze sono visitabili con un unico biglietto, che dura un anno dalla data dell’emissione.

Dal lato orientale dell’Avon si gode di una bellissima vista sul Royal Shakespeare Theatre e più avanti, attraversando il Mill Bridge, si trova la Holy Trinity Church. Questa antica chiesa, che offre una pausa di riflessione e serenità dal fermento della vivace cittadina, accoglie nella parte nord del coro le spoglie di William Shakespeare e di sua moglie Anne Hathaway. Sulla tomba di Shakespeare un monito ricorda: “Benedetto sia l’uomo che rispetta questa tomba e maledetto sia colui che sposterà le mie ossa”.