Colombotto Rosso è uno degli artisti più interessanti del Novecento, un maestro che ha conosciuto le avanguardie internazionali del dopoguerra frequentando Max Ernst , Leonor Fini e molti altri artisti internazionali e nazionali, ma anche, e forse soprattutto, un uomo che ha amato profondamente la terra monferrina scegliendo Camino, un delizioso paese a pochi chilometri da Casale Monferrato, come dimora dalla fine degli anni Settanta e partecipando attivamente alla vita culturale del luogo con mostre e significativi lasciti, come le 103 opere lasciate al Comune di Pontestura, che costituiscono una collezione museale unica nel suo genere.

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Colombotto Rosso: la cucina della sua casa di Camino

Nel primo anniversario della morte di Colombotto Rosso, Gaetano Giacomelli, attuale Presidente della Fondazione che porta il nome dell’artista, ha aperto al pubblico la casa del maestro, dopo un incredibile lavoro di restauro.

La casa museo di Colombotto Rosso di Camino rappresenta la personale traduzione estetica del mondo artistico del maestro, un’abitazione dove la bellezza ed il decadentismo sono celebrati in tutte le sue forme: dal giardino romantico, pieno di rose e chiuso agli sguardi indiscreti da un vecchio muro in pietra, alle camere che si succedono in un tripudio di libri, quadri, mobili, divertissement.

Ho avuto la fortuna di visitarla recentemente, in compagnia di Giacomelli, e ne sono rimasta letteralmente folgorata: ogni singolo monile, riposizionato con scrupolo così come lasciato da Colombotto Rosso, emana un fascino ammaliante, mentre un velo di inquietudine e mistero sembra ricoprire tutti gli oggetti e le opere esposte.

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Colombotto Rosso: il boudoir della casa di Camino

La Fondazione Colombotto Rosso, che opera per avvicinare il pubblico all’opera artistica del maestro nella sua interezza, ha in corso progetti di inventariazione e catalogazione dell’immenso patrimonio di libri, lettere e fotografie  lasciato dal maestro che, una volta ultimato e pubblicato, potrà essere consultato da ricercatori e studiosi.

Perché, come piaceva ricordare spesso a Colombotto Rosso,

il ricordo delle persone che abbiamo amato è l’unico giardino dal paradiso da cui non possiamo venire cacciati

Anche io nel mio piccolo voglio ricordare un artista che è entrato per sempre nel mio cuore e per questo, in collaborazione con la Fondazione e il Prof. Mario Rota, ho deciso di organizzare un workshop fotografico focalizzato sul racconto della vita e delle opere di Colombotto Rosso nei luoghi che a lui furono più cari.

Scrivimi per maggiori dettagli!