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Wimbledon, Central Court

Wimbledon, il torneo di tennis per eccellenza, anche quest’anno sta per terminare. Grazie ad un proverbiale colpo di fortuna di Cristian, che, deciso a vedere giocare ancora una volta il suo amato Federer, a dicembre si è armato di santa pazienza e ha partecipato alla lotteria che mette in palio ogni anni 10.000 biglietti per l’intera durata dell’evento, al primo giorno di gioco c’ero anch’io (nientepopodimeno che sul campo centrale!) ad ammirare l’erba rigorosamente tagliata a 8 mm., i giocatori vestiti in bianco, usanza che va avanti dagli anni ’60 e che negli ultimi anni è cambiata da “predominately in white” a “almost entirely in white“, a mangiare le famose fragole con la panna, insomma, a godere di quel  mondo di tradizioni e valori che si rinnova da ormai 140 anni.

Presenziare a Wimbledon è anche, forse soprattutto, un evento mondano.  Per soli 15 giorni all’anno, a partire secondo la tradizione (che qui, credetemi, è una cosa piuttosto seria), da sei settimane prima del primo lunedì di agosto, l’All England Club, l’esclusivo club in Church Street che organizza la manifestazione, apre le porte al pubblico mentre normalmente conta quattro selezionatissime categorie per un numero altrettanto ristretto di soci:  i Full, i Life, gli Honorary e i Temporary. Le prime due categorie contano in tutto 375 persone; negli Honorary rientrano di diritto i  campioni del torneo; solo l’accesso alla categoria Temporary è rinnovata annualmente ma la lista di attesa infinita e per diventare membri serve l’appoggio di quattro full member che devono scrivere una lettera a sostegno dell’ingresso del candidato.

Wimbledon, Gate 4

Wimbledon, Gate 4

Il campione americano Jimmy Connors ha sapientemente descritto così l’atmosfera di Wimbledon: “i newyorkesi amano vederti sputare l’anima là fuori; sputa l’anima a Wimbledon e ti fanno fermare e pulire”. Ecco, l’ordine e la pulizia a Wimbledon regnano sovrani ovunque: dal percorso che porta al club dalla metro, alle code per entrare nel club, interminabili ma precisissime e ben organizzate, alle meravigliose decorazioni floreali, tutte rigorosamente in verde e viola, i colori del torneo.

Di seguito un paio di info pratiche per chi avesse intenzione di farci un salto il prossimo anno.

Wimbledon: come trovo i biglietti?

Ci sono cinque modi per ottenere un biglietto per Wimbledon: per estrazione, aspettando in coda, attraverso Ticketmaster, attraverso rivenditori ufficiali o con uno dei pacchetti officiali d’ospitalità. Prossimamente racconterò come Cristian ed io abbiamo vinto i biglietti in lotteria. Per il momento basti sapere che chi vince riceve un biglietto per un giorno e un campo selezionati casualmente.

Wimbledon: come ci arrivo da Londra?

Il mezzo più veloce è senza dubbio la metro. Prendi la District Line (linea verde) fino a Southfields, la fermata più vicina all’All England Lawn Tennis Club, a circa 15 minuti a piedi.

 Wimbledon: come mi vesto e che cosa mi porto dietro?

Il meteo britannico è perlomeno imprevedibile: preparati ad affrontare una giornata che può variare come niente dalla pioggia al sole vestendoti a ‘strati’. Non dimenticare inoltre occhiali da sole, crema solare ma anche una leggera giacca a vento. Ricordati inoltre che all’interno del club ci sono numerosi ristoranti e self service ma sono tutti decisamente cari. Una soluzione alternativa può essere quella di fermarsi a fare un po’ di spesa in uno dei 24 ore lungo la camminata fino al club.

Wimbledon: quando iniziano le partite?

Il club apre alle 10:30 e chiude alle 23:00. Le partite nei campi dal 2 al 19 cominciano alle 11:30, mentre nel campo centrale e nel campo 1 cominciano alle 13:00. A seconda della luce e del meteo l’ultima partita della giornata è normalmente intorno alle 21:00 mentre le finali maschili e femminili si tengono alle 14:00.

Wimbledon: alcune curiosità

Wimbledon, il match più lungo

Wimbledon, il match più lungo

A Wimbledon, sia mai, non ci sono piccioni. Del resto, “stonerebbero” in un club così esclusivo e potrebbero disturbare i giocatori durante le partite. Il Club ha un falco, Finnegan, che sorvola i campi alle nove di mattina per oltre un’ora ogni giorno prima dell’apertura dei cancelli.

A Wimbledon non sai mai quanto durerà una partita. Il match più lungo è stato quello tra John Isner e Nicholas Mahut, durato 10 ore e poi sospeso in perfetta parità e ripreso il giorno successivo. Doppiò ampiamente il record precedente di 112 games e 5h e 12 minuti fra Pancho Gonzales e Charlie Passarel, entrambi statunitensi, nel 1966. Il match più corto fu, invece, la finale del 1881 fra William Renshaw e John Hartley finita 6-0 6-1 6-1 per Renshaw in 37 minuti.

Wimbledon è anche galeotto: nel 1995, Steffi Graf si stava preparando al servizio sul campo centrale. Dagli spalti, normalmente avvolti in un silenzio quasi tombale, qualcuno grida: “Steffi, vuoi sposarmi?” Tra le risate generali, la Graf, pervasa da spirito britannico risponde: “Quanti soldi hai?”. E il pubblico va in delirio. Solo due anni prima, la Graf e Agassi si sono incontrati nel tradizionale ballo dei vincitori di fine torneo e pare che proprio lì sia nata la scintilla tra i due, oggi felicemente sposati.