La Lumber Baron Inn

La Lumber Baron Inn di Denver è la dimora più infestata del Colorado e una delle più infestate degli Stati Uniti.
Per puro caso (o forse no, come direbbe qualcuno) è stato l’ultimo posto dove Cristian ed io abbiamo dormito quest’estate, a conclusione del lungo road trip che ci ha portato alla scoperta del Colorado, del South Dakota, del Wyoming, del Montana e dell’Idaho e, credetemi, persino prima di metterci piede, forse complice il fatto che ci siamo arrivati con il buio, mi ha trasmesso strane emozioni.

Superata la soglia della Lumber Baron Inn, la sensazione di oppressione al petto che ho iniziato a provare al primo impatto con la casa si è fatta sempre più forte. Per quanto molto accogliente, i suoi interni, deliziosamente arredati, hanno, infatti, il tipico aspetto delle antiche mansion americane, la casa mi è subito parsa permeata di una presenza oscura.

L’ingresso della Lumber Baron Inn

Ho insistentemente chiesto a Cristian per tutta la cena di indossare qualcosa di positivo per “proteggersi” durante la notte, sono arrivata persino a nascondere un’immagine de #ildonace in uno dei cassetti degli eleganti mobili presenti nella nostra camera ma nulla, tranne il sonno, è stato in grado di placare uno strano malessere generale.

Nel dormiveglia ho sognato di svegliarmi il mattino successivo con Cristian morto affianco a me, riverso in una pozza di sangue e con terribili ferite inferte da pugnalate e poi, il mattino successivo, al risveglio ho trovato Cristian un po’ stupito, pronto a raccontarmi (fatto di per sé già straordinario, visto che normalmente la mattina non profferisce quasi parola!) quanto aveva scoperto la sera precedente cercando notizie in rete sulla Lumber Baron Inn.

Nel 1890, John Mouat, un immigrato scozzese arricchitosi con il commercio di legname (da qui il nome Lumber della mansion), si costruì una casa che doveva rispecchiare il suo nuovo ceto sociale: ogni stanza della sua abitazione era infatti elegantemente decorata con pregiati legni scelti personalmente da Mouat.
Alla sua morte, moglie e figli decisero di trasferirsi nella più mite California e misero in vendita la mansion, che fu acquistata da un’altra famiglia di ricchi immigrati, i Fowler.

Intorno agli anni ’60 dello scorso secolo, i Fowler decisero di suddividere la casa in 13 appartamenti. Da elegante mansion prese quindi tristemente le sembianze di un condominio popolare. Solo un decennio dopo per meno di 100 dollari al mese era possibile affittare un appartamento alla Lumber Baron Inn, fatto che di certo non portò il guadagno sperato nelle tasche dei Fowler, né contribuì a mantenere alto il valore immobiliare della zona che divenne molto popolare.
Approfittò del basso affitto proposto alla Lumber Baron Inn anche Cara Kanoch, una giovane artista di 16 anni, che nel 1970 si trasferì con l’amica Marianne Weaver in quella che oggi è la Valentine Suite, pagando solo 48 dollari al mese. Kara era decisa a lasciare l’appartamento già dopo meno di un anno, perché vittima di numerosi furti ed aggressioni. Ma non ce la fece mai. Il giorno dopo il suo diciassettesimo compleanno fu infatti barbaramente violentata e successivamente pugnalata a morte da un uomo, che freddò, fuggendo, con un colpo di pistola anche l’amica Marianne, che stava rincasando.

Cara fu ritrovata sul suo letto riversa in una pozza di sangue e con terribili ferite inferte da pugnalate e Marianne poco distante, sul pavimento, con un dito puntato verso la porta della stanza, quasi a voler indicare da dove era fuggito l’assassino.
I due efferati omicidi fecero molto scalpore a Denver e per mesi i giornali locali ne parlarono, spesso utilizzando toni polemici nei confronti delle due donne, tacciandole di essere due hippie in cerca di guai.

Lumber Baron Inn: l’omicidio di Cara e Marianne su un giornale locale dell’epoca

Il killer non fu mai rintracciato e l’omicidio rimane di fatto un caso aperto della polizia di Denver, nonostante in molte sedute spiritiche svoltesi nella casa le due ragazze abbiano più volte fatto il nome del loro assassino.

La Valentine Suite alla Lumber Baron Inn

Senza dubbio l’atmosfera suggestiva della Lumber Baron Inn di notte mi ha un po’  condizionato, sta di fatto che ancora adesso trovo inspiegabile il mio sogno e il fatto che passando accanto alla Valentine Suite, pur non sapendo ancora nulla dell’orribile passato della stanza, io abbia sentito una potente forza oscura cercare di attrarmi dentro.

Tu che dici, è stata solo suggestione o la Lumber Baron Inn è davvero una casa infestata?
Quando l’ho chiesto all’attuale padrona di casa, prima che lei potesse profferire parola, una porta si è inspiegabilmente chiusa con violenza…