Lisbona: è possibile farsi un’idea della capitale del Portogallo in un week-end lungo?

Lisbona: l’Ascensor da Gloria (foto di Cristian Prola)

Certamente sì, anche perché a Lisbona le distanze tra i vari siti d’interesse sono molto ridotte.

Sono inoltre percorribili con facilità a piedi (se non disprezzate ripide salite) o con i mezzi pubblici (piuttosto efficienti).

Lisbona: i quartieri imperdibili

I quartieri più suggestivi che vi suggerisco di non perdere sono: il Bairro Alto, perché è il luogo più bohémien della città, l’Alfama, ovvero uno dei più suggestivi di Lisbona, e la Baixa, adiacente al Barrio Alto, dove si trova una delle piazze più belle di Lisbona, Piazza del Commercio.

Ultimo, ma non per importanza, è il quartiere di Belém, un po’ distaccato dal centro della città ma facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Belem è il più antico quartiere di Lisbona e memoria storica dell’epoca delle esplorazioni e delle scoperte.

Lisbona: da quale quartiere partire?

Lisbona: primo giorno

Lisbona - Miradouro

Lisbona – Miradouro

Io vi consiglio di partire dai quartieri più adiacenti al cuore pulsante di Lisbona, ovvero la Baixa e il Chiado.

A metà tra questi due quartieri si trova, infatti, il Convento do Carmo, tra i più antichi complessi monastici di Lisbona e, successivamente al terremoto del 1755, una delle pochissime al mondo a cielo aperto.

Il convento è raggiungibile sia tramite una passeggiata dal Baixa sia attraverso l’Elevador (o Ascensore) de Santa Justa. Alta 45 metri e costruita in stile liberty, questa curiosa struttura di ferro battuto ricorda molto la Torre Eiffel (perché costruita da un allievo del celebre ingegnere) e, per quanto cara, concede un accesso al complesso do Carmo più veloce e meno faticoso (code permettendo).

Se siete amanti della vita notturna o se semplicemente volete vedere uno egli esempi più riusciti di riqualificazione di un quartiere, fate due passi per le vie di Cais do Sodrè (molto “fotogenica” è Rua nova do Carvalho, ridipinta nel 2011 interamente di rosa).

Non mancate, poi, di fare una corsa sulla seconda funicolare più antica di Lisbona, l’Ascensor da Gloria, che permette di accedere ad uno dei miradouro (o terrazze panoramiche) più belli della città.

Per una pausa rifocillante non posso che consigliarvi il Mercado de Ribeira, uno dei più antichi della città e trasformato da Time Out nel 2014 in meta immancabile per la ristorazione gourmet o, se non avete troppa fame, un bel bicchierino di Ginjinha, il tipico liquore locale al gusto di amarena.

Lisbona: secondo giorno

Lisbona: tipico scorcio dell'Alfama (foto di Cristian Prola)

Lisbona: tipico scorcio dell’Alfama (foto di Cristian Prola)

Iniziate il secondo giorno con l’esplorazione del quartiere di Alfama, di cui probabilmente, come me, vi innamorerete. Con le sue viuzze strette, che regalano indimenticabili momenti di vita quotidiana, è il più caratteristico di Lisbona.

Qui non serve seguire un itinerario preciso ma piuttosto occorre perdersi nelle viuzze, assaporandone gli odori, ammirandone le meravigliose piazze sempre ricche di fiori, i coloratissime balconi con i vestiti stesi ad asciugare e i meravigliosi azulejos (di cui è possibile persino visitare il Museo).

Io e Cristian, colpiti dalla bellezza di un azulejos, ne abbiamo cercato l’artista ed abbiamo scoperto che si tratta di un italiano, trasferitosi anni fa a Lisbona. La sua bottega, credetemi, vale davvero una visita se amate l’arte surrealista o anche semplicemente se siete alla ricerca di un souvenir originale.

Prima di scendere verso il fiume Tiago, dedicate il resto dalla giornata alla visita del Castelo di San Jorge, l’imponente fortezza che domina la città dall’XI secolo.

In periodi di grande affluenza turistica può essere una buona idea invertire l’itinerario, visitando prima il castello (per evitare lunghe code all’accesso) e poi godendosi l’Alfama.

Lisbona: terzo giorno

Lisbona: Mosteiro Dos Jeronimos (foto di Cristian Prola)

Lisbona: Mosteiro Dos Jeronimos (foto di Cristian Prola)

Dedicate l’ultimo giorno all’esplorazione di Belem e se pensate che sia troppo un intero giorno trascorso qui, vi ricrederete velocemente.

In primo luogo vale senza dubbio la visita l’imponente Mosteiro Dos Jeronimos, fondato nel 1501 per celebrare la scoperta delle Indie da parte di Vasco da Gama.

Patrimonio mondiale dell’UNESCO, fu per molti secoli abitazione dei monaci di San Girolamo (da cui prende il nome), il cui compito era principalmente quello di pregare per l’anima del re.

Ad uno dei monaci del monastero la tradizione vuole che sia dovuta la realizzazione del primo Pasteis de Belem. 

E’ un must assaggiare questo tipico nido di sfoglia con ripieno di crema e cannella nell’Antiga Confeitaria de Belem.

Non lasciatevi spaventare dalla coda all’ingresso: vale la pena entrare e sedersi nelle sale successive alla prima, normalmente presa d’assalto, per gustarlo con calma.

Proseguendo lungo il Tiago, che in questa zona inizia a confondersi con le ultime pendici dell’Oceano, ammirate il Padrao dos Descobrimentos, un imponente monumento di 56 metri dedicato ai grandi esploratori portoghesi.

Proseguite quindi dirigendovi verso uno dei simboli di Lisbona, la Torre di Belem, anch’essa simbolo del periodo delle grandi scoperte portoghesi.

Gli appassionati di arte moderna e contemporanea rimarranno poi stupiti dalla splendida e ricca collezione del Museu Colecao Berardo, che nulla ha da invidiare alla Tate di Londra o al Moma di New York, per quanto molto meno conosciuto.

Per chi ha ancora energia da spendere merita una veloce visita anche la zona del Parque das Nacoes (visitabile anche se si è già in ripartenza, perché molto vicina all’aeroporto).

Lisbona: ponte Vasco de Gama (foto di Cristian Prola)

Lisbona: ponte Vasco de Gama (foto di Cristian Prola)

Qui si trova la zona dell’Expo 1998 e, soprattutto, il ponte Vasco de Gama, il ponte più lungo d’Europa (tanto che non si riesce ad individuare ad occhio nudo da una sponda all’altra la parte finale).

Lisbona: Ponte 25 de Abril (foto di Cristian Prola)

Lisbona: Ponte 25 de Abril (foto di Cristian Prola)

Per chi rientra ancora in città merita una fermata il quartiere di Estrela dove è possibile ammirare (io vi suggerisco al tramonto) il Ponte 25 de Abril, copia perfetta del Golden Gate di San Francisco perché costruito dalla stessa impresa nel 1966.

Infine, per gli ultimi regali prima del rientro, visitate l’LX Factory, un immenso complesso industriale dell’Ottocento trasformato in atelier, laboratori artistici, negozi di artigianato locale e una quantomai originale libreria.